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Tra gli 11 e i 20 milioni di bambine nel mondo hanno lasciato la scuola a causa della pandemia da Covid-19. E in Italia, lo scorso anno, la violenza domestica non ha risparmiato le più piccole. Anzi. Sono i dati sconfortanti che emergono dal Dossier Indifesa, presentato oggi dall’associazione Terre des Hommes. Numeri che richiedono interventi immediati da parte delle istituzioni. Questa settimana, A Parole Nostre, partiamo da qui, dai diritti violati ma, come leggerete, anche dalle speranze.
Diritti che, al pari delle lotte contro il razzismo, il body shaming, l’abbattimento delle barriere (anche linguistiche) sono parte di un nuovo femminismo, che fa dell’intersezionalità la sua forza. Angelo Molica Franco ha letto per noi una raccolta di interventi su questi temi che non a caso è stato pubblicato con il titolo Anche questo è femminismo. Proseguiamo poi il nostro viaggio alla scoperta della “identità”, parola che racchiude in sé molti mondi, come ci conferma Brit Bennett, l’autrice americana che tanto piace all’ex presidente Obama, intervistata da Sabrina Provenzani. Di libertà e di rivoluzione parla, invece, la cantautrice tunisina Emal, indesiderata nel suo Paese da quando, con i suoi brani, ha sostenuto la Primavera araba. Sarà in Italia a novembre e si racconta a Guido Biondi.
Dal serio al faceto, anche se non si può dire che non si tratti sempre di impegno. Anita Dadà è una fotografa, una body performer ma anche, nella vita privata, una “dominatrice” sessuale e da poco ha dato alle stampe il suo romanzo, Miss Stress, nel quale racconta vizi e virtù del popolo dei feticisti e dei dominati. Ne ha parlato con Elisabetta Ambrosi.
Per la pagina letteraria, infine, pubblichiamo l’incipit del romanzo d’esordio di Sarah Penner, che appena uscito negli Usa è volato nelle classifiche del New York Times. Una storia di rimedi naturali e di una speziale, che nella Londra settecentesca dispensava vendetta e morte (agli uomini).
Buona lettura.
A cura di Silvia D’Onghia
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