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Una donna entra in un ospedale per interrompere una gravidanza. La tensione e la paura le giocano un brutto scherzo e lei comincia a piangere. Il personale sanitario, vedendola in difficoltà, le dice che quel pianto è la dimostrazione che Dio la sta salvando, poiché la decisione di abortire deriva invece da una scelta di Satana. Italia, ottobre 2022: quando diciamo che, prima ancora dell’avvento di Meloni premier, nel nostro Paese l’Ivg è già un’odissea non temiamo di essere smentite. Anzi. La psicoterapeuta Federica Di Martino raccoglie sulla sua piattaforma “Ho abortito e sto benissimo” le storie di chi vuole interrompere la gravidanza, ma è costretta a subire violenza psicologica. Vuoi per essere costretta a sentire il battito fetale, vuoi per il medico che ti infila due profilattici nel documento d’identità. Angelo Molica Franco l’ha intervistata.
L’unica realtà in cui l’aborto è ormai considerato come una libera (e serena) scelta femminile è quello delle serie tv. A differenza degli anni Novanta, quelli in cui le giovani protagoniste decidevano di portare a termine comunque la gravidanza indesiderata in una sorta di redenzione da tutti i mali, le produzioni attuali fotografano il mondo per com’è, o come dovrebbe essere. Basti pensare a Sex Education, ci racconta Valentina Mira.
Ma cosa succederà adesso che avremo una premier donna? Alla 194, così come a tutti i diritti conquistati a fatica o a quelli che davamo per acquisiti? La docente di psicologia sociale Chiara Volpato ha aggiornato il suo saggio Psicosociologia del maschilismo, nel quale spiega le strategie attraverso cui si costruisce il potere maschile. E con Elisabetta Ambrosi parla anche di Giorgia Meloni e dei meccanismi che la leader di Fratelli d’Italia ha utilizzato per raggiungere Palazzo Chigi.
Per la pagina culturale prosegue la nostra inchiesta sulla letteratura femminile o al femminile. In questa seconda puntata, Giuseppe Cesaro intervista Elisabetta Sgarbi, fondatrice e anima de La Nave di Teseo, secondo la quale la maggiore presenza delle donne nella filiera editoriale ha rappresentato anche un aumento della qualità letteraria.
Eppure, come ci ricorda Nicoletta Bortolotti nella sua chiacchierata con Guido Biondi, già alla fine del 1300 c’era una donna capace di mantenersi con il solo mestiere della scrittura: Christine de Pizan, la prima vera intellettuale europea che paradossalmente non compare ancora nei libri di scuola.
Ritorna, infine, la nostra rubrica Pubblicità Regresso: questa volta ci occupiamo di un “redazionale” (quindi di una sponsorizzazione spacciata per articolo) comparsa su Vanity Fair, nel quale una sconosciuta autrice si vanta di avere una figlia di 5 anni che ama sbrigare le faccende domestiche.
Buona lettura.
A cura di Silvia D’Onghia
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