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il Fatto Quotidiano
5 Luglio 2023
A parole nostre

Il 24 giugno 2022 una sentenza della Corte Suprema americana, superando il suo precedente giurisprudenziale (il caso Roe vs Wade), ha stabilito che la Costituzione degli Stati Uniti non conferisce il diritto all’aborto che, quindi, non è un diritto federale. È trascorso un anno, durante il quale ogni Stato ha deciso per sé. Non sono serviti a nulla i proclami del presidente Biden e della sua vice Harris: di fatto, 25 milioni di donne americane hanno perso un diritto fondamentale. E, come sempre accade, a essere maggiormente penalizzate sono coloro che, per il colore della pelle o per il conto in banca, non possono permettersi di viaggiare. Da Washington ci racconta tutto Antonella Ciancio.

Con Elisabetta Ambrosi torniamo sulla violenza sulle donne. Dopo il concerto di Campovolo, l’esperienza di “Una nessuna e centomila” si è trasformata in una Fondazione, il cui obiettivo non è soltanto raccogliere fondi da destinare ai centri antiviolenza, ma anche quello di contrastare la cultura patriarcale. Vice presidente della Fondazione è Fiorella Mannoia, che tornerà sul palco dell’Arena di Verona a settembre insieme con altre colleghe e colleghi.

Valentina Mira ci conduce invece nel mondo del calcio femminile. Oggi la nostra Nazionale parte per la Nuova Zelanda e per l’Australia, dove dal 20 luglio si giocheranno i Mondiali 2023. Primo impegno per le azzurre, l’Argentina, il 24 luglio. Tutti ci ricordiamo l’esaltazione mediatica e collettiva per quelli del 2019, quando sembrava che finalmente il pallone avesse smesso di essere appannaggio maschile. Ma cos’è successo nel frattempo? E, soprattutto, quali sono le condizioni (paradossali) che il calcio professionistico impone in Italia?

Per gli appuntamenti cinematografici, Federico Pontiggia ci parla di una rassegna romana, l’International Women’s Film Festival, che sta regalando al pubblico alcune chicche. Tra queste, “Anni belli”, un documentario di Anna Francesca Leccia che, attraverso i ricordi di quattro famiglie, ci riporta ai tempi delle battaglie per il divorzio.

Infine, un’iniziativa milanese che merita davvero di essere conosciuta: si chiama “Lato D” ed è una libreria interamente dedicata al desiderio. Sugli scaffali, volumi che parlano di corpi, sessualità, emotività e, naturalmente, piacere. E c’è anche una sezione per bambini e ragazzi.

Buona lettura.

A cura di Silvia D’Onghia

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L'iniziativa

Lato D, zero tabù: a Milano la prima libreria del desiderio in Italia

Sugli scaffali volumi che parlano di corpi, sessualità, emotività e, naturalmente, piacere. E c'è anche una sezione dedicata ai bambini e ai ragazzi

di Fq Extra

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