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il Fatto Quotidiano
5 Aprile 2023
A parole nostre

“La misoginia online costituisce un rischio reale per la democrazia”. Se quest’affermazione vi sembra azzardata andatevi a leggere il rapporto stilato da due ricercatrici, Lucina Di Meco e Nicoletta Appolito, sulle “Armi di reazione e di odio”. Scoprirete che, per esempio, pur di non incorrere in minacce – che nella vita reale coinvolgono figli e affetti – politiche e giornaliste sono costrette ad autocensurarsi. E poiché sono in particolare le donne a portare avanti le battaglie per i diritti (si pensi all’aborto o all’immigrazione), il pericolo è che, attraverso di loro, vengano silenziate anche le lotte progressiste. Ecco perché sono colpite in Rete soprattutto le donne che, oltre tutto – come spiegano le due ricercatrici a Sabrina Provenzani –, sono ancora costantemente sotto esame. Una ricerca illuminante.

Ci trasferiamo poi negli Stati Uniti, dove si sta consumando l’ultima battaglia dei repubblicani, che già sono riusciti a rendere illegale l’aborto. Stavolta nel mirino della restaurazione ci sono addirittura gli spettacoli delle drag queen. Non è uno scherzo: in 14 Stati su 50 gli show vengono messi al bando perché creano un “interesse pruriginoso” negli spettatori e rischiano di “rovinare” i bambini. Natale Ciappina ci racconta questa incredibile crociata.

Come accade da noi, a proposito per esempio delle famiglie arcobaleno (qui potete firmare la nostra petizione per tutelare i diritti dei bambini), è in atto una sorta di ritorno alla “norma”, laddove questa parola riassume tutti i caratteri – a nostro giudizio drammaticamente negativi – che le classi di potere le hanno attribuito negli ultimi due secoli. Una docente britannica, Sarah Chaney, ha studiato il significato della parola “normale” e in un saggio ci spiega perché si tende a escludere tutto ciò che non lo è. Ce ne parla Elisabetta Ambrosi.

Basterebbe invece, come ci insegnano quattro filosofe inglesi del secolo scorso, rimettere l’essere umano al centro dell’ethos. Come ci racconta Angelo Molica Franco, all’inizio del Novecento, anche approfittando della guerra che aveva portato gli uomini fuori dalle aule universitarie, le quattro mandarono in cantina il positivismo logico, restituendoci la centralità della persona.

Chiudiamo con un divertissement musico-letterario: Elisa Genghini, che si definisce “scrittrice per caso e cantautrice per masochismo”, ha voluto dedicare le sue strofe alle “galline vecchie”: quelle che, in abito di seta, dalle loro placide acque guardano all’orizzonte pensando che il meglio deve ancora venire. Ce le restituisce Giuseppe Cesaro.

Buona lettura.

A cura di Silvia D’Onghia

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Disinformazione di genere

Misoginia online, il rapporto: “Attaccando le donne si mette a rischio la democrazia”

Le ricercatrici Di Meco e Appolito che hanno curato l'indagine: “I social non sono il megafono della realtà, ma contribuiscono a crearla, diffondendo odio e sessismo. Più esposte politiche e giornaliste che, pur di non subire minacce, si autocensurano”

di Sabrina Provenzani

La restaurazione

Armi sì, boa di struzzo no: l’ipocrisia americana sulla pelle delle drag queen

A Nashville, dove si è consumata l'ultima strage in una scuola, rischia di passare una legge che vieta le “esibizioni di cabaret per adulti” che creano un “interesse pruriginoso” negli spettatori. Misure simili in 14 Stati su 50

di Natale Ciappina

Il saggio

Maledetta normalità: una storia ossessiva per escludere i “diversi”

La ricercatrice inglese Sarah Chaney ripercorre gli ultimi due secoli, che hanno decretato cos'è la “norma”. Peccato che a orientare il giudizio, e quindi a escludere tutti coloro che non vi rientrano, sia sempre chi detiene il potere

di Elisabetta Ambrosi

Il saggio

Rimettere l’Uomo al centro dell’ethos: così le donne hanno cambiato la filosofia

Due docenti ripercorrono il pensiero e la storia di Philippa Foot, Iris Murdoch, Elizabeth Anscombe e Mary Midgley, che nella prima metà del Novecento hanno mandato in cantina il positivismo logico

di Angelo Molica Franco

L'età del mare calmo

Galline vecchie, ma in abito di seta: quelle che dietro l’orizzonte la vita comincia

Elisa Genghini ci regala riflessioni musicali sulle donne che “si innamorano una volta al giorno – o forse due – per il solo gusto dell’amore pensato”, che hanno i capelli grigi e gli occhiali appesi al collo, ma non si arrendono all'ordinario

di Giuseppe Cesaro

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