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il Fatto Quotidiano
5 Agosto 2020
A parole nostre

“Per tutti questi secoli le donne hanno avuto la funzione di specchi, dal potere magico e delizioso di riflettere raddoppiata la figura dell’uomo”: sono passati quasi cent’anni, ma l’affermazione di Virginia Woolf (Una stanza tutta per sé, 1928) non è invecchiata di un giorno. E se provassimo finalmente a romperlo, quello specchio, e a guardare senza filtri la persona che abbiamo davanti? Quanto gli uomini conoscono davvero le donne e quanto le donne si conoscono in profondità? Non abbiamo le risposte, ma proviamo a raccontare, “A parole nostre”, che nessuno specchio deformante ha motivo di esistere. Ecco la pagina per iscriversi gratuitamente alle newsletter del Fatto.

La stilista-attivista contro l’establishment inglese e mondiale

Vivienne Westwood: “Nessuno deve possedere la terra. Salviamo Assange per la libertà di tutti”

In una lunga intervista con il Fatto Quotidiano, Vivienne Westwood racconta perché sostiene Julian Assange, come vede la Gran Bretagna dopo Brexit e il mondo dopo Covid. I suoi piani per il futuro? Un mondo in cui nessuno può possedere la terra.

di Stefania Maurizi

Check up, ecografie, pap test: cosa serve davvero?

Il marketing della salute femminile: tutti gli accanimenti che si possono evitare

Di fronte ai progressi della medicina è innegabile che sulla salute sia fiorente un mercato che punta a vendere rimedi che non servono e medicine che non mantengono quello che promettono. Certo che il progresso medico ha cambiato in meglio la nostra vita. Basterebbe pensare a cose oggi considerate “banali”.

di Salvo Di Grazia*

 

Medicina di genere: la diversità è un valore, anche quando si tratta di cure

I nostri organi sono più piccoli di quelli degli uomini, il nostro cervello strutturalmente e funzionalmente diverso. Ci ammaliamo più di Alzheimer, sclerosi e depressione, artrosi, malattie autoimmuni. Per contro, siamo meno vittime del Parkinson e anche dei tumori e reagiamo meglio alle infezioni.

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Le presidenziali del 9 agosto

Svetlana, Veronika, Maria, le “fidanzate combattenti” che sfidano Lukashenko nella Bielorussia al voto

Sulla bandiera bianca sventolano tre simboli: un pugno, le dita a V in segno di vittoria e un cuore. Anche le nuove paladine della Bielorussia sono tre: si chiamano Svetlana, Veronika, Maria. “Noi abbiamo lo stesso, identico obiettivo ed è: vincere le elezioni”.

di Michela A.G. Iaccarino

La finale della XXIII edizione a Rosolina Mare

Amnesty – Voci per la Libertà, un premio alle donne che non si arrendono mai (neanche sui diritti)

"Le donne negli ultimi anni hanno sperimentato di più, sono cresciute, hanno trovato forme e linguaggi che gli uomini non hanno neanche cercato. Ci sarà una bella scena musicale nei prossimi tempi". Come in tutte le arti, verrebbe da aggiungere.

di Silvia D’Onghia

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