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Hanno usato il luogo più austero dell’università italiana, la Normale di Pisa, per lanciare una pesante invettiva contro la disparità di genere nel mondo accademico. Ora Virginia Magnaghi, Valeria Spacciante e Virginia Grossi raccontano A Parole Nostre i motivi del loro gesto, la rete di persone che le sostiene e il modo in cui pensano debba cambiare l’università. Del resto, i numeri parlano chiaro: ai piani più alti della gerarchia accademica le donne sono una minoranza. Questa settimana con A parole nostre partiamo da qui.
Il problema della disparità di genere nelle posizioni dirigenziali nel nostro Paese non è limitato al mondo universitario. Riccardo Antoniucci racconta il caso di una giovane avvocata candidata nel board direttivo di un’autorità di controllo finanziaria: unica donna, alla fine le sono stati preferiti quattro uomini over 60.
Di schemi patriarcali e stereotipi maschili nel mondo della musica abbiamo parlato con Grazia Di Michele, in un’intervista realizzata da Guido Biondi che apre la nostra serie estiva di incontri con grandi cantautrici italiane. Angelo Molica Franco ci porta, invece, a riscoprire una scrittrice di grande successo ma dimenticata dalla storia della letteratura. È Carolina Invernizio: una Jane Austen italiana, precorritrice del genere thriller che, come scrisse Umberto Eco, nell’ultimo scorcio del XIX secolo “ha fatto sognare generazioni di proletari”. Con Allegra Romana Monti riscopriremo un altro profilo di grande donna dimenticata, quello della ginnasta canadese Debbie Brill, che adottò il metodo del salto in alto di schiena negli stessi anni (se non prima) del più famoso Dick Fosbury.
Infine, riso amaro e lacrime di gioia con Amalia Caratozzolo, che questa settimana ci racconta l’amore come fosse un film dell’orrore. Siamo davvero preparate e preparati all’invasione degli “ultra-stronzi”?
A cura di Silvia D’Onghia
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