|
Sono ingegnere con esperienza decennale. Eppure, quando si presentano a operai o imprenditori, spesso si trovano davanti facce perplesse o si sentono chiamare “signorine”. Nell’ultima tappa del nostro viaggio attraverso i “mestieri da femmina” e quelli “da maschio”, Eva Prodi ci porta in Emilia Romagna, dove Chiara Magnani e Federica Mossa svolgono una professione che guarda al futuro, ma che mai come in questo periodo è strategica: la consulenza aziendale per interventi di efficienza energetica e, quindi, di risparmio. Eppure, le situazioni che si creano al loro arrivo mettono in luce i peggiori stereotipi.
Nell’intervista, Magnani pone un altro tema fondamentale: i figli. Con un lavoro che mi assorbe interamente, si chiede, come avrei potuto affrontare una maternità? Domanda che dovrebbe porsi chi ci governa o governerà (ma abbiamo quasi paura della risposta che riceveremo). Questa settimana però vi raccontiamo l’esperienza di una start up, che si chiama CanguroLab ed è stata ideata da tre sorelle pugliesi per mettere insieme alcune delle informazioni pratiche che si trovano in Rete sulla genitorialità: offerta e proposta di lavoro, promozione di eventi gratuiti e di prodotti ecosostenibili per la puericultura. Una sorta di villaggio in cui crescere i figli insieme. Elisabetta Ambrosi s’è fatta raccontare come funziona e quali saranno i prossimi sviluppi.
Se la maternità è affrontata male e persino troppo nel nostro Paese, c’è un aspetto della femminilità che invece continua a rimanere un tabù: le mestruazioni. È praticamente vietato mostrare o vedere il sangue, le pubblicità degli assorbenti sono macchiate d’azzurro e non di rosso, l’Iva è stata ridotta ma non abolita, non esistono i distributori di tamponi nelle scuole e ancora s’inventano i nomi più ingegnosi per non parlare di ciclo. Eppure, ha scoperto una ricerca condotta da Essity, la multinazionale svedese di prodotti per l’igiene femminile, nel corso della vita di ogni donna si perdono in media cinque mesi di sonno proprio a causa delle mestruazioni: non soltanto per dolori e crampi, ma anche per la vergogna o la paura di macchiare le lenzuola. Ecco perché è partita la campagna #mestruosomnia.
Ultima tappa, oggi, anche del nostro percorso attraverso la scoperta (o la riscoperta) di testi fondamentali per i femminismi. Con l’aiuto di quattro bibliste (tutte donne), Giuseppe Cesaro ci porta a rileggere i Vangeli e compiere una scoperta rivoluzionaria: Gesù era femminista. Il suo messaggio metteva la donna al centro del Creato. Ecco perché la Chiesa degli uomini ha dovuto relegarla in cucina.
Sacro e profano, infine: Guido Biondi ha esplorato per noi il mondo di Instagram alla ricerca delle illustratrici erotiche, coloro che raccontano il desiderio sessuale e i corpi con uno sguardo che, oltre alla carne, coinvolge la testa.
Buona lettura.
A cura di Silvia D’Onghia
Ascolta questa newsletter su FqExtra o su Spotify
|