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il Fatto Quotidiano
3 Febbraio 2021
A parole nostre

Ben tornati all’appuntamento con l’universo femminile raccontato A parole nostre.

“Il Lazio recepisce le linee guida ministeriali sull’aborto farmacologico: interruzione di gravidanza garantita con la RU486 anche nei consultori”: i giornali hanno raccontato la “svolta” della Regione guidata dal segretario del Pd, Nicola Zingaretti. Bene, bravo bis… Ma sarà davvero così? Elisabetta Ambrosi ha scoperto che, nonostante l’approvazione della “determina”, non sarà così semplice, per le donne laziali, avere accesso a un servizio stabilito per legge.

Del resto, nell’autobiografia che Sabrina Provenzani ha letto per noi, la storica femminista britannica Sheila Rowbotham lo afferma chiaramente: quella degli anni ’60, in cui ci si batteva ancora (e per strada) per il riconoscimento di alcuni diritti, fu in realtà solo una “rivoluzione mancata”. E quindi mai come oggi bisognerebbe tenere bene a mente quei sogni.

Soprattutto nel nostro Paese, dove – spiega a Federico Pontiggia Margherita Chiti, membro del consiglio direttivo di Women in Film, Television & Media Italia – non riusciamo a immaginare una figura femminile al vertice del potere politico neanche in una serie tv. Colpa di noi donne, quando ci sentiamo subalterne? No, anche se – Giuseppe Cesaro lo ha chiesto all’artista Ruby Jones – sarebbe pure ora di imparare ad accettare le nostre imperfezioni.

Lo sa bene un’altra matita irriverente, Simona Binni, che dirige una collana dedicata al dialogo di genere e si racconta in un’intervista a Guido Biondi.

Buona lettura!

A cura di Silvia D’Onghia

Tentennamenti

Aborto farmacologico nei consultori: il Lazio “determina”, ma non impone

La Regione guidata da Nicola Zingaretti recepisce le nuove linee guida ministeriali sulla RU486, però evita di “deliberare”: significa che nessuno impone alle strutture di organizzarsi, di formare i medici, di acquistare gli ecografi. Né tantomeno l'iniziativa viene pubblicizzata. Eppure, si legge nel documento, “il metodo è sicuro ed efficace”, e fa risparmiare moltissimo alla sanità pubblica

di Elisabetta Ambrosi

L'autobiografia

Quei fallimentari anni 60: la storica Rowbotham e le colpe di una rivoluzione mancata

La propria storia personale serve all'autrice britannica per raccontare i tempi in cui si metteva in discussione il mondo ma si finiva con il creare un ordine più competitivo e meno egualitario di quello contro cui i giovani avevano protestato

di Sabrina Provenzani

L'intervista

Margherita Chiti: “L’Italia non immagina una donna presidente neanche in una fiction”

Dopo una lunga esperienza in Teodora, da poche settimane è entrata in Palomar produzioni quale Head of International Affairs. Siede nel rinnovato consiglio direttivo di Women in Film, Television & Media Italia: “Fare in modo che bambine e giovani donne si vedano rappresentate sul piccolo e grande schermo in maniera più varia e diversificata, corrispondente a un maggiore range di ‘possibilità’, è sicuramente importantissimo per creare consapevolezza, fiducia e crescita culturale”

di Federico Pontiggia

Il breviario

L’artista Ruby Jones: “Gentili e imperfetti, impariamo ad accettarci e ad accogliere l’altro”

Da un'illustrazione su Instagram alla copertina di “Time”, arriva ora in Italia con un piccolo albo illustrato: “I social media hanno giocato un ruolo importante nell'ossessione che abbiamo per i nostri corpi. Proviamo invece a manifestare le nostre emozioni: anche il dolore serve a crescere”

di Giuseppe Cesaro

Obiettivi da non mancare

Simona Binni: “Il fumetto è la via del confronto tra uomo e donna sul femminile”

La laurea in psicologia, poi la caparbietà per entrare nel mondo delle tavole illustrate dove "solo uno su mille ce la fa". Ora è direttrice editoriale di una collana dedicata al dialogo di genere. E si racconta

di Guido Biondi

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