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Ben tornati all’appuntamento con l’universo femminile raccontato A parole nostre.
“Il Lazio recepisce le linee guida ministeriali sull’aborto farmacologico: interruzione di gravidanza garantita con la RU486 anche nei consultori”: i giornali hanno raccontato la “svolta” della Regione guidata dal segretario del Pd, Nicola Zingaretti. Bene, bravo bis… Ma sarà davvero così? Elisabetta Ambrosi ha scoperto che, nonostante l’approvazione della “determina”, non sarà così semplice, per le donne laziali, avere accesso a un servizio stabilito per legge.
Del resto, nell’autobiografia che Sabrina Provenzani ha letto per noi, la storica femminista britannica Sheila Rowbotham lo afferma chiaramente: quella degli anni ’60, in cui ci si batteva ancora (e per strada) per il riconoscimento di alcuni diritti, fu in realtà solo una “rivoluzione mancata”. E quindi mai come oggi bisognerebbe tenere bene a mente quei sogni.
Soprattutto nel nostro Paese, dove – spiega a Federico Pontiggia Margherita Chiti, membro del consiglio direttivo di Women in Film, Television & Media Italia – non riusciamo a immaginare una figura femminile al vertice del potere politico neanche in una serie tv. Colpa di noi donne, quando ci sentiamo subalterne? No, anche se – Giuseppe Cesaro lo ha chiesto all’artista Ruby Jones – sarebbe pure ora di imparare ad accettare le nostre imperfezioni.
Lo sa bene un’altra matita irriverente, Simona Binni, che dirige una collana dedicata al dialogo di genere e si racconta in un’intervista a Guido Biondi.
Buona lettura!
A cura di Silvia D’Onghia
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