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Fatua, leggera, superficiale, impulsiva: sono alcune delle definizioni date negli anni, anche abbastanza recenti, alle donne in magistratura. Nell’ultimo dei suoi interventi per A Parole Nostre, la magistrata e scrittrice Barbara Perna ci spiega perché, invece, dovremmo imparare a capire che la maggiore propensione all’empatia e alla cura sono un valore aggiunto per la Giustizia. Questa settimana partiamo da qui.
E a proposito di giustizia, e a volte di vendetta, un curioso volume si occupa delle fantasme che “abitano” l’Italia: da Messalina a Giorgiana Masi, passando per Artemisia Gentileschi, sono almeno 80 le donne che addirittura, dicono gli autori, è possibile incontrare. Elisabetta Ambrosi lo ha letto per noi.
Suggestione? Sicuramente. Come lo era fino a poche ore fa la possibilità che una delle due ex ministre dei Liberal Democratici giapponesi potesse guidare il partito e poi diventare premier. Però è stato giusto sperarlo, scrive Fabiola Palmeri, in un Paese che è al 165mo posto nella classifica mondiale sulla presenza di donne nei parlamenti.
Per la pagina letteraria, ci occupiamo dell’ultimo libro di Elif Shafak, la romanziera turca ormai sgradita in patria: si chiama L’isola degli alberi scomparsi ed è solo apparentemente il racconto di un amore e di un lutto. In realtà, come leggerete da Angelo Molica Franco, il protagonista è il dolore di chi non appartiene più ad alcuna terra.
Terra è anche la parola chiave intorno alla quale ruotano le vite delle cinque protagoniste di una docuserie che verrà presentata al Festival CinemAmbiente di Torino il prossimo 4 ottobre. Maria Cristina Fraddosio l’ha vista in anteprima.
Recuperiamo, infine, la versione integrale di un articolo uscito sul Fatto di lunedì scorso: Cristina Caboni e il suo Nonantola chiama Kabul. Storie di guerra e umanità.
Buona lettura.
A cura di Silvia D’Onghia
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