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il Fatto Quotidiano
29 Settembre 2021
A parole nostre

Fatua, leggera, superficiale, impulsiva: sono alcune delle definizioni date negli anni, anche abbastanza recenti, alle donne in magistratura. Nell’ultimo dei suoi interventi per A Parole Nostre, la magistrata e scrittrice Barbara Perna ci spiega perché, invece, dovremmo imparare a capire che la maggiore propensione all’empatia e alla cura sono un valore aggiunto per la Giustizia. Questa settimana partiamo da qui.

E a proposito di giustizia, e a volte di vendetta, un curioso volume si occupa delle fantasme che “abitano” l’Italia: da Messalina a Giorgiana Masi, passando per Artemisia Gentileschi, sono almeno 80 le donne che addirittura, dicono gli autori, è possibile incontrare. Elisabetta Ambrosi lo ha letto per noi.

Suggestione? Sicuramente. Come lo era fino a poche ore fa la possibilità che una delle due ex ministre dei Liberal Democratici giapponesi potesse guidare il partito e poi diventare premier. Però è stato giusto sperarlo, scrive Fabiola Palmeri, in un Paese che è al 165mo posto nella classifica mondiale sulla presenza di donne nei parlamenti.

Per la pagina letteraria, ci occupiamo dell’ultimo libro di Elif Shafak, la romanziera turca ormai sgradita in patria: si chiama L’isola degli alberi scomparsi ed è solo apparentemente il racconto di un amore e di un lutto. In realtà, come leggerete da Angelo Molica Franco, il protagonista è il dolore di chi non appartiene più ad alcuna terra.

Terra è anche la parola chiave intorno alla quale ruotano le vite delle cinque protagoniste di una docuserie che verrà presentata al Festival CinemAmbiente di Torino il prossimo 4 ottobre. Maria Cristina Fraddosio l’ha vista in anteprima.

Recuperiamo, infine, la versione integrale di un articolo uscito sul Fatto di lunedì scorso: Cristina Caboni e il suo Nonantola chiama Kabul. Storie di guerra e umanità.

Buona lettura.

A cura di Silvia D’Onghia

L'intervento

Quelli che… le donne sono troppo emotive per fare le magistrate. Ma l’empatia è un valore aggiunto

Fatua, leggera, superficiale, impulsiva: sono solo alcuni degli aggettivi usati per “giudicare chi giudica” se questi è di genere femminile. Barbara Perna, in servizio presso la sezione fallimentare del Tribunale di Roma e da poco in libreria con “Annabella Abbondante: la verità non è una chimera”, ci racconta quanto, anche in magistratura, le differenze contino

di Barbara Perna*

Esoterico ma non troppo

Da Messalina a Giorgiana Masi: le ottanta fantasme che abitano l’Italia (e ogni tanto si mostrano)

Un volume racconta le presenze di donne uccise con violenza (spesso per mano maschile) che attendono ancora vendetta o giustizia. A Napoli, per esempio, in un camerino si può incontrare Artemisia Gentileschi: violentata nel 1611, sottoposta a un processo umiliante e doloroso, ebbe poi un matrimonio deludente e morì di peste. Il grande magazzino ha sede laddove prima sorgeva una chiesa con la sua tomba

di Elisabetta Ambrosi

Tokyo al voto

Takaichi Sanae e Noda Seiko, l’occasione mancata di una donna a capo del governo giapponese

Le elezioni interne al Partito Liberal democratico hanno visto il successo del ministro degli Esteri, Kishida Fumio, che a breve sostituirà Suga Yoshihide. Le ex ministre che ci hanno provato (con poche speranze) sono diversissime nelle visioni politiche: la prima, ultra conservatrice, è contraria addirittura al mantenimento dei cognomi separati tra coniugi; la seconda, che ha avuto un figlio a 50 anni grazie alla fecondazione assistita, apre ai diritti LGBTQ+

di Fabiola Palmeri

Il racconto

Elif Shafak, il muro di Cipro e il dolore di chi non appartiene più ad alcuna terra

La scrittrice turca, che in patria non può mettere piede dopo la pubblicazione de “La bastarda di Istanbul”, è tornata in libreria con un gioco di specchi attraverso il quale i personaggi invecchiano lacerati dall'assenza e dai silenzi. Due ragazzi, due nazionalità, due religioni e una fuga a Londra per rincorrere un sogno d'amore. Sullo sfondo, il Mediterraneo cimitero di migranti

di Angelo Molica Franco

Tra poco online

Andare a zappare la terra: altro che insulto, è un consiglio per vivere felici (e salvare il Pianeta)

Una docuserie di Elisa Flaminia Inno (autrice, regista e produttrice) verrà presentata al Festival CinemAmbiente di Torino il prossimo 4 ottobre. Un lavoro al femminile per conoscere da vicino i motivi di una scelta radicale: via dalle luci della città verso il silenzio rurale. È il percorso di cinque donne, madri e imprenditrici, pronte a darsi da fare nei campi, dopo aver lasciato l'ufficio

di Maria Cristina Fraddosio

Corsi e ricorsi

Kabul chiama Nonantola: storie di guerra e umanità

Nel 1942 un paese emiliano accolse un gruppo di giovani ebrei in fuga dai rastrellamenti. Ciò che oggi si dovrebbe provare a fare con gli afghani

di Cristina Caboni

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