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Le elezioni italiane sono andate come ci si aspettava: la coalizione di centrodestra ha vinto e Giorgia Meloni attende da Mattarella l’incarico per formare il nuovo governo. In questi giorni stiamo leggendo le rassicurazioni di tutti i suoi parenti circa la tenuta democratica e la volontà – da parte della leader di Fratelli d’Italia – di mantenere saldi i diritti civili (vedi la legge 194) che a fatica sono stati conquistati negli scorsi decenni. Vedremo e saremo qui a vigilare.
Nel frattempo, torniamo a mettere il naso fuori da casa nostra. Questa settimana partiamo da un’inchiesta sul Qatar, dove il 20 novembre partiranno i Mondiali di calcio. Della condizione femminile nel Paese arabo si è detto già tanto, ma esiste una forma di schiavitù nella schiavitù di cui si sa ancora poco: quella delle collaboratrici domestiche, che lavorano 20 ore al giorno – sette giorni su sette – nelle case dei ricchi, avrebbero diritto a una paga di neanche 300 euro al mese ma spesso non vengono retribuite, e per di più sono vittime di soprusi e spesso anche di stupri. Luana De Micco ci racconta questa terribile realtà che i riflettori degli stadi non illumineranno.
Certo, Doha non è Roma o Londra o New York o Tokyo. Eppure c’è un filo che unisce le città del mondo e le rende pericolose per le donne e per le minoranze. La chiamano gentrificazione spacciandola per “riqualificazione e rinnovamento di zone o quartieri”. Spesso, invece, è solo la disumanizzazione delle periferie, che mettono a dura prova la qualità della vita: affitti inarrivabili, assenza di servizi, insicurezza nelle strade. Federica Crovella ha letto per noi il saggio della studiosa Leslie Kern, che analizza tutte le bugie legate a questo fenomeno.
Lanciamo oggi, poi, una nostra inchiesta sulla letteratura femminile. O meglio, chiederemo a tutti gli attori della filiera editoriale se sia giusto parlare di letteratura femminile. Se le donne, cioè, scrivono diversamente dagli uomini e se, viceversa, gli uomini trattano argomenti femminili e in che modo. Giuseppe Cesaro porrà le stesse domande a scrittrici, editor, agenti, case editrici e proverà a tirare le somme, in un’epoca in cui a guidare il mercato dei libri sono spesso nomi di donne, ma poi i premi vanno inesorabilmente agli uomini.
Un tempo si diceva, per esempio, che l’amore romantico fosse declinato soltanto nei romanzetti. Oggi è proprio un’autrice che lo fa a pezzi: la filosofa argentina Tamara Tenenbaum, che arriva il prossimo week end al Festival di Internazionale a Ferrara, racconta a Elisabetta Ambrosi che è tempo di costruire relazioni che siano allo stesso tempo forti e flessibili, di immaginare uno stile di vita comunitario e molto diverso dalla natura gerarchica ed esclusiva della famiglia.
Chiudiamo con il ricordo di una donna che, invece, si è sempre fatta scherno delle convenzioni borghesi, vivendo mille vite e mille amori: la fotografa Lee Miller. Il figlio Anthony ricostruisce oggi l’affascinante esistenza materna attraverso un volume che racchiude 115 scatti, molti dei quali inediti, dal campo di concentramento di Dachau ai camionisti di Stonehenge. Ce ne parla Guido Biondi.
Buona lettura.
A cura di Silvia D’Onghia
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