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Ben tornati all’appuntamento con l’universo femminile raccontato A parole nostre. Questa settimana ci occupiamo innanzi tutto di libri: Angelo Molica Franco ha condotto un’inchiesta per capire se è giusto parlare di “letteratura femminile”. Scopriremo, dalle voci autorevoli di cinque scrittrici e uno scrittore, che l’etichetta cela in realtà “la precisa volontà di sminuire le opere scritte da donne”, associate sempre all’idea di delicatezza, sensibilità e maternità.
Per stare in tema, torna la nostra rubrica Pubblicità regresso, che stavolta prende di mira la campagna “Storie senza tempo”, ovvero come derubricare capolavori della letteratura mondiale a opere “di tendenza” con “lussureggianti illustrazioni naturaliste”.
In occasione della Giornata della Memoria, Elisabetta Ambrosi ha voluto celebrare le scienziate italiane che, a causa del “Manifesto della Razza”, vennero cacciate, deportate e uccise.
Guido Biondi prosegue invece le sue interviste alle matite irriverenti: dopo Silvia Ziche, è il turno di Vanna Vinci e della sua “Treccani della puttaneria”.
Dalla Francia, infine, Luana De Micco ci racconta che vanno alla sbarra quattordici giganti Usa della petrolchimica, accusati di aver prodotto e venduto il defoliante che l’esercito americano utilizzò durante la guerra del Vietnam. A raggiungere questo insperato obiettivo, una donna che all’epoca era solo una bambina, Tran To Nga.
Buona lettura!
A cura di Silvia D’Onghia
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