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Apriamo questo numero di A Parole Nostre con una buona notizia: la Regione Lazio si è aggiudicata l’asta del 5 agosto per l’acquisizione dell’immobile romano in cui ha sede Lucha y Siesta (sportello antiviolenza, casa rifugio, spazio politico femminista e transfemminista, verde e polifunzionale. In due parole, bene comune). Tenendo fede alle promesse, dunque, la giunta ha riconosciuto il valore di una comunità che è cresciuta negli anni e che, minacciata dalla speculazione edilizia, ha rischiato di venire messa a tacere da un giorno all’altro. “Ora la Regione resterà al vostro fianco, la vostra storia è un bene comune: i vostri valori sono anche i nostri. Grazie per il coraggio e l’impegno di ogni giorno”, il commento del presidente, Nicola Zingaretti. Noi ce ne eravamo occupati qui.
E ora il menu della giornata.
Che l’Italia non sia un Paese a misura di donne è cosa nota, che il confronto con l’estero sia spesso impietoso è confermato da chiunque trascorra un periodo anche breve oltre confine. È il caso della nostra Elisabetta Ambrosi, che ci racconta Berlino e i papà con i marsupi che invadono le strade della capitale tedesca senza che nessun*, per questo, li chiami “mammi”.
Ultimi due appuntamenti agostani per “Le donne della musica” e per “Le scrittrici dimenticate”: Guido Biondi ha intervistato Nada – secondo la quale ognuno di noi deve attraversare il buio pesto prima di poter tornare a vedere la luce –, Angelo Molica Franco ha ripercorso la storia appassionata di Alba de Céspedes, la rivoluzionaria italo-cubana che combatteva il nazifascismo ma sapeva narrare l’amore.
C’è un fenomeno di costume che merita di essere raccontato: quest’autunno torna in edicola Postalmarket, la rivista che per decenni ha soggiornato nelle case delle italiane facendo sognare gli italiani, per le donne fotografate in biancheria intima. Ma se a quel tempo nessun* si poneva il problema, oggi questo ritorno appare impossibile. Riccardo Antoniucci ci spiega perché.
Romana Allegra Monti, infine, ricorda una figura che sembra presa da un cartone animato ma che invece fa parte della storia: Francesca Scanagatta, la donna che alla fine del Settecento vestì i panni maschili e divenne un ufficiale dell’esercito.
Buona lettura.
A cura di Silvia D’Onghia
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