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il Fatto Quotidiano
21 Settembre 2022
A parole nostre

Domenica prossima gli italiani decideranno a chi affidare le sorti del Paese per i prossimi cinque anni (forse). I sondaggi sono vietati fino alla chiusura dei seggi, ma – se ci rifacciamo agli ultimi pubblicati – rimangono pochi dubbi: a Palazzo Chigi andrà Giorgia Meloni, che negli ultimi giorni di campagna elettorale ha calato la maschera rispetto ad alcuni temi che noi riteniamo dirimenti per il Paese: diritti civili, adozioni omosessuali, aborto, ecc. Per questo motivo, Angelo Molica Franco ha affidato a due esperte – l’avvocata Cathy La Torre e l’ex deputata Vladimir Luxuria – il compito di immaginare cosa sarà accaduto nel nostro Paese tra un anno, se l’esito delle urne sarà quello annunciato dai sondaggi. E francamente c’è poco da stare allegri…

Uno degli argomenti su cui più si discute, dicevamo, è l’interruzione di gravidanza. Al primo posto del programma di Fratelli d’Italia c’è il sostegno alla natalità e alla famiglia: attraverso l’escamotage della piena applicazione della Legge 194, Meloni ha tutta l’intenzione, invece, di rendere ancora più inaccessibile l’accesso all’aborto (come ha scritto Maddalena Oliva sul Fatto di oggi, pensiamo a cosa è già accaduto in Piemonte, nelle Marche e in Umbria, regioni a guida centrodestra). Ma seguire la scia degli Usa non porta a nulla di buono neanche per i bambini: Sabrina Provenzani ci racconta una ricerca americana secondo la quale, negli Stati in cui la legislazione è più restrittiva (anche a seguito della sentenza Roe vs Wade), il supporto alle famiglie è inferiore e meno accessibile, maggiori sono le gravidanze indesiderate e più alto il tasso di mortalità infantile.

Per questo la preoccupazione dei movimenti femministi comincia a crescere anche da noi: perché i diritti che erano stati dati per acquisiti una volta per sempre non lo sono affatto. Usciamo dal silenzio, il movimento delle donne che ha organizzato la grande manifestazione del 14 gennaio 2006 a Milano per la libertà femminile, ha pubblicato adesso un e-book che racconta quella mobilitazione. Guido Biondi ne ha parlato con una delle protagoniste, Assunta Sarlo.

Se il centrodestra sbandiererà, dunque, la sacralità della vita come stella polare delle sue politiche sulla famiglia, come sostiene Cathy La Torre potremo scordarci l’educazione all’affettività nelle scuole. E quindi potremo rimandare di altri cinque anni almeno la speranza che le nuove generazioni maschili imparino a tenere le mani a posto. Natascia Ronchetti ha raccolto la drammatica testimonianza della madre di Giulia Galiotto, che nel 2009, nel modenese, è stata ammazzata a colpi di pietra dal marito Marco Manzini. Ebbene, dopo 13 anni di buona condotta, l’assassino è in semilibertà e ha offerto alla famiglia della vittima appena 50 euro al mese di risarcimento.

Ripetiamo sempre che la violenza è un problema culturale e che il patriarcato si autoalimenta anche attraverso il linguaggio. Ben venga, dunque, la decisione della Treccani di inserire le desinenze al femminile. C’è un altro dizionario importante, che esce in questi giorni e che affronta i temi legati alle identità. Lo ha scritto la linguista Beatrice Cristalli, che alla nostra Elisabetta Ambrosi ha raccontato perché chi “parla bene, pensa bene”.

Parole da cui parte anche Jonathan Zenti, il podcaster seguitissimo che ora ha scritto un libro in cui affronta dodici “Problemi”, dal genere alle relazioni tossiche, dal narcisismo al vittimismo, dalla terapia al corpo. Ce lo racconta Giuseppe Cesaro.

Buona lettura.

A cura di Silvia D’Onghia

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Al voto

Gender, genitorialità, aborto: ecco cosa può accadere con la destra al potere

Sui diritti civili e sull'attacco al corpo delle donne abbiamo intervistato due attiviste, l'avvocata Cathy La Torre e l'ex parlamentare Vladimir Luxuria

di Angelo Molica Franco

Guardare al futuro

Aborto, negli Stati che lo vietano i bambini sono lasciati soli: la ricerca Usa

La giurista Naomi Cahn della University of Virginia ha condotto uno studio sulle politiche a sostegno dell'infanzia e ha scoperto che laddove esiste una legislazione più restrittiva sull'interruzione di gravidanza, il supporto alle famiglie è inferiore e meno accessibile

di Sabrina Provenzani

La storia insegna

Usciamo dal silenzio, le battaglie di ieri serviranno di nuovo (e presto)

Un e-book racconta la mobilitazione sui diritti civili (conquistati, ma mai per sempre), in particolare quella sull'aborto che nel 2006 portò in piazza a Milano 200 mila persone. Assunta Sarlo: “Oggi più che mai, alla vigilia delle elezioni, non possiamo abbassare la guardia”

di Guido Biondi

Femminicidi

Giovanna Ferrari: “Dopo 13 anni, l’assassino di mia figlia è già fuori”

Nel 2009, nel modenese, Marco Manzini aveva ucciso la moglie Giulia Galiotto a colpi di pietra. Oggi è in semilibertà per buona condotta. La madre della vittima: “Ci ha offerto 50 euro al mese, contro il risarcimento stabilito dai giudici: un milione di euro”

di Natascia Ronchetti

L'intervista

La linguista Cristalli: “I femminili nella Treccani, un punto di partenza”

Nel suo dizionario, si affrontano i temi delle identità: “Le nuove adolescenze su questi temi sono molto più attente. Fluidità riguarda anche gli adulti, perché fa riferimento a tutte le dimensioni nelle quali una persona sperimenta il proprio essere. Il linguaggio inclusivo non significa usare sempre lo schwa, mettere l’asterisco o la chiocciolina. Non bastano solo le parole, ma la responsabilità comunicativa”

di Elisabetta Ambrosi

Esordio letterario

Jonathan Zenti, il “mago”: se comanda il genere, iniziano i “problemi”

Autore (anche) di programmi radio e doc premiati all'estero, si occupa nel suo primo libro di 12 temi con cui abbiamo tutti a che fare. E di sé dice: “Siccome io ero diverso da loro, e loro erano maschi perché facevano le cose dei maschi, io dovevo per forza essere una femmina”

di Giuseppe Cesaro

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