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Sono passate poche settimane dalla sentenza della Corte Suprema che ha reso l’aborto illegale e il dibattito negli Stati Uniti continua a essere molto acceso. L’amministrazione Biden ha ricordato agli ospedali che è doveroso praticare l’interruzione di gravidanza laddove sia a rischio la vita delle donne. Il Dipartimento della salute e dei servizi umani ha citato la legge sul trattamento medico di emergenza, che richiede alle strutture sanitarie di determinare se una persona può andare incontro a un rischio e, in questo caso, di fornire le cure adeguate. Erika Werner, presidente del reparto di Ginecologia e ostetricia al Tufts Medical Center di Boston, si occupa da sempre di gravidanze a rischio: è una delle professioniste che lanciano l’allarme, sostenendo che il pronunciamento dei giudici metta a repentaglio la vita delle gestanti. Non solo: nell’intervista che ha rilasciato a Chiara Basso, sostiene che adesso in molti Stati sia partito l’attacco alla contraccezione. La battaglia contro l’aborto non è che l’inizio, afferma.
Restiamo sul tema della maternità e della genitorialità con la scrittrice Sara Fruner, che nel suo libro dal titolo evocativo, “La notte del bene”, avanza una critica allo stereotipo dei bambini che “completano” la coppia, ma anche, più in generale, ai ruoli sociali imposti e alla famiglia tradizionale. Non sempre un figlio è un dono, come racconta alla nostra Elisabetta Ambrosi.
Lo stereotipo della donna-madre, lo sappiamo, è duro a morire. Molto dipende dal modo in cui agisce la comunicazione, ma molto dipende anche da chi la fa. Questo il motivo per cui lo scorso anno, dopo la scomparsa dell’art director Isabella Bernardi, è nata “La Premia Isa”. Perché, come ci ricorda Flavia Brevi, se è vero che la comunicazione è una lente sulla nostra società che mette spesso al centro la figura femminile, è vero anche che lo sguardo con cui ci approcciamo è quasi sempre quello di un uomo.
E invece quando le donne si alleano possono fare grandi cose: come permettere a Ella Fitzgerald di esibirsi al Mocambo, il prestigioso locale del Sunset Boulevard di West Hollywood che nel 1954 era ancora vietato ai neri. A intercedere per la grande artista, accettando di sedere in prima fila per una settimana, fu Marilyn Monroe. Una storia raccontata da Corinna De Cesare nel suo “Biglietti alle amiche”.
Infine una riflessione – decisamente poco canonica, attenzione – sull’amore eterno e sulle coppie che hanno fatto la Storia. Amalia Caratozzolo, con la sua matita irriverente, si chiede quale sia il segreto delle unioni perfette (da Giulietta e Romeo a Dante e Beatrice) e… ci sarà da ridere per non piangere.
Buona lettura.
A cura di Silvia D’Onghia
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