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il Fatto Quotidiano
2 Marzo 2022
A parole nostre

Nonostante le donne siano ormai in netta maggioranza tra i medici, i ruoli apicali delle aziende sanitarie e delle aziende ospedaliere continuano a essere dominio quasi incontrastato degli uomini. Con una unica eccezione, il Lazio, dove i dirigenti sono donne in quasi il 60% dei casi. Natascia Ronchetti ci racconta un’indagine di Openpolis che fotografa impietosamente il divario esistente nella sanità italiana. E mostra alcune criticità del tutto inattese: sapete dove manca totalmente la presenza femminile negli incarichi direttivi? Nelle Province autonome di Bolzano e di Trento.

C’è, invece, un urgente problema che riguarda tutto il territorio nazionale e che coinvolge i bambini: il sistema giudiziario ha perso la capacità di ascoltare i minori, soprattutto nelle cause che riguardano la tutela e l’affidamento. Da qualche giorno, è stata presentata una proposta di legge che punta alla formazione degli operatori. Non solo: come ci ricordano Alessandra Balla e Maria Gabriella Carnieri Moscatelli di Telefono Rosa, nel contributo che ci offrono questa settimana, la norma andrebbe verso un controllo maggiore delle strutture che si occupano di uomini maltrattanti. Uno dei punti (molto) deboli della prevenzione della violenza nel nostro Paese.

Per la pagina letteraria, con Angelo Molica Franco compiamo un percorso attraverso la Storia. Anzi, attraverso la Vita. Partendo dall’ultimo romanzo di Nadia Terranova, Trema la notte (appena pubblicato da Einaudi), ci siamo chiesti se donne e uomini nella scrittura affrontano in modo diverso gli eventi disastrosi, come guerre o terremoti. E in questa particolare inchiesta siamo andati indietro fino ai sumeri.

Giuseppe Cesaro ha invece letto l’ultimo lavoro dello scrittore britannico di origine eritrea Sulaiman Addonia, una storia di silenzi, di rifugiati, di sogni, di sessualità. Due fratelli in fuga, lo scandalo di due identità che si completano e una salvezza che si infrange contro il puzzo di sterco di un campo profughi.

Infine una mostra, visibile a Milano: l’artista olandese Riet Wijnen omaggia il femminismo di Silvia Federici e la lotta per il riconoscimento economico del lavoro domestico. Ce la racconta Guido Biondi.

Buona lettura.

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I numeri

Più mediche, meno dirigenti: la sanità è ancora in mano agli uomini

Le donne che ricoprono i ruoli apicali sono meno di un terzo del totale. Spicca la totale assenza di una presenza femminile nelle Province autonome di Bolzano e di Trento. Più a Sud è l’Abruzzo la maglia nera. Al contrario, l'unica regione virtuosa è il Lazio

di Natascia Ronchetti

L'appello

Tutela e affido dei bambini, una legge per ricominciare ad ascoltarli

Telefono Rosa si batte da sempre perché l’uomo violento faccia un percorso serio e mirato di rieducazione e perché gli operatori siano formati. Adesso un testo presentato in parlamento va in questa direzione

di Alessandra Balla e Maria Gabriella Carnieri Moscatelli, Telefono Rosa

L'analisi

Da Terranova a Colette: la Storia a volte è un pretesto per raccontare la Vita

Donne e uomini nella scrittura affrontano in modo diverso gli eventi come guerre o terremoti? Lo spunto ce lo dà l'ultimo romanzo dell'autrice siciliana, che narra una vicenda umana molto forte sullo sfondo del sisma di Messina del 1908

di Angelo Molica Franco

In libreria

Campo profughi, un inferno di pace: i sogni muti di Saba e suo fratello

Nel romanzo di Sulaiman Addonia, la storia di una ragazza in fuga dalla guerra e alle prese con il desiderio di diventare medica. Ma anche con le identità sessuali

di Giuseppe Cesaro

La mostra

Lavoro domestico e sfruttamento: l’omaggio di Riet Wijnen a Silvia Federici

L’artista olandese ripercorre la battaglia femminista per il riconoscimento salariale del ruolo di “casalinga” facendo dialogare tra loro oggetti e materiali in apparenza contrastanti

di Guido Biondi

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