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il Fatto Quotidiano
2 Febbraio 2022
A parole nostre

Studiano di più, ottengono voti più alti, si laureano prima e meglio. Eppure vengono penalizzate nella ricerca del lavoro, nel tipo di contratti che firmano, nella retribuzione. È una fotografia impietosa quella che emerge dal primo Rapporto Tematico di genere del Consorzio Interuniversitario AlmaLaurea (che rappresenta il 90% dei laureati in Italia). Studiandolo, Elisabetta Ambrosi ha scoperto che le donne costituiscono dall’inizio degli anni 90 oltre la metà dei laureati in Italia. Eppure, a un anno dalla pergamena, gli uomini hanno quasi il 18% in più di probabilità di essere occupati e percepiscono tra il 13% e il 16% in più: 1.360 euro contro 1.200. “Un paese che marginalizza le donne si taglia le gambe da solo”, ci spiega allora il presidente di AlmaLaurea, l’ex rettore bolognese Dionigi. “Persiste la convinzione – prosegue il professore in un’intervista sempre di Ambrosi – che le laureate diano meno sicurezze e garanzie e allora invece che contratti a tempo indeterminato a tempo pieno vengono loro proposti contratti part time e non standard”.

A raccontarci di una donna che ce l’ha fatta pensa questa settimana Sarah Buono. A Genova, per la prima volta nella storia, i camalli hanno una vice console: Francesca Ceotto, 44 anni, la più votata, 454 voti su 962 aventi diritto. E dire che tra questi quasi mille, sono cinque sono donne.

Poi, come sempre, la pagina letteraria. Grazie a un docente di Letteratura greca, Simone Beta, torna alla ribalta la figura di Lisistrata, colei che riuscì a fermare la guerra coinvolgendo le mogli dei guerrieri in quello che sarebbe diventato il primo “sciopero del sesso”. Angelo Molica Franco ha letto la sua storia.

Guido Biondi ci porta nel mondo della moda per una distinzione fondamentale: quella tra gli stilisti e gli stylist. Se i primi disegnano gli abiti, i secondi giocano con gli abbinamenti, lanciando messaggi e creando trend. Lo spiegano bene, in un volume da poco in libreria, Susanna Ausoni e Antonio Mancinelli.

Buona lettura.

A cura di Silvia D’Onghia

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Trova le differenze

Studiare più degli uomini? Non serve neanche ad avere pari stipendio

Il primo Rapporto Tematico di genere del Consorzio Interuniversitario AlmaLaurea (che rappresenta il 90% dei laureati in Italia) certifica le disparità: le donne hanno voti migliori, ma lavorano meno e peggio dei colleghi di sesso maschile. Persino quelle che intraprendono carriere scientifiche

di Elisabetta Ambrosi

L'intervista

L’ex rettore Dionigi: “Un paese che marginalizza le donne si taglia le gambe”

A proposito del Rapporto sulle diseguaglianze di genere post università: “Persiste la convinzione che le laureate diano meno sicurezze e garanzie e allora invece che contratti a tempo indeterminato a tempo pieno vengono loro proposti contratti part time e non standard. Nonostante tutto, rispetto alle diplomate hanno il 20% in più di possibilità di trovare lavoro”

di Elisabetta Ambrosi

La novità

I camalli di Genova hanno una vice console: Francesca Ceotto

Fa parte delle sole cinque donne entrate nel settore amministrativo di un'istituzione con una lunga storia, tutta al maschile. Figlia d'arte, le due parole che ripete di più sono  “lavoro” e “squadra”

di Sarah Buono

In libreria

Lisistrata, la donna che scioglie gli eserciti è di nuovo tra noi

L'accademico di Letteratura greca Simone Beta dà voce alla protagonista della commedia di Aristofane che in prima persona prende la parola, e in un lungo e brillante monologo narra la sua epopea storico-culturale

di Angelo Molica Franco

I consigli

Vita da stylist, Susanna Ausoni: “A Sanremo vesto le rockstar”

“Mahmood, Noemi, Matteo Romano, Ditonellapiaga e Francesca Michielin. Mi considero più una apripista che una follower, specialmente quando scommetto su un artista da seguire”

di Guido Biondi

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