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L’iniziativa è nata il 28 novembre scorso in una libreria di Roma, dove si presentava un volume su un femminicidio. In quell’occasione la scrittrice Giulia Caminito e la giornalista Annalisa Camilli hanno lanciato l’idea di un’azione letteraria contro la violenza di genere. Da allora, oltre 80 loro colleghe hanno fatto sentire la propria voce attraverso la scrittura, con racconti e testimonianze ospitati su giornali, blog e riviste. Si svolgeranno anche eventi con letture dei testi: il primo confermato è il 4 marzo al Teatro Manzoni di Roma. Abbiamo scelto di aderire all’iniziativa, ospitando un racconto inedito della scrittrice Manuela Piemonte.
Contro la violenza, ultimamente si sta diffondendo una pratica di solidarietà molto nobile: le sedute di psicoterapia sospesa. Esattamente come per il caffè, chi vuole può contribuire a pagare la terapia per quelle vittime che non possono permettersela. Due delle realtà maggiori che hanno lavorato sul tema sono quelle di “Mama Chat” e dell’associazione Limen e Casa delle donne Lucha y Siesta di Roma. Bellissima iniziativa, certo, ma Federica Di Martino, che se n’è occupata, s’è posta anche una domanda: la salute mentale e il benessere psicologico sono un privilegio? Nei fatti sembrerebbe di sì, visto che lo Stato non se ne fa carico.
Con Federica Crovella continuiamo a parlare di violenza, ma ci spostiamo nel mondo virtuale. O meglio, nel metaverso, dove le violenze però accadono davvero. La polizia britannica sta indagando per la prima volta su un caso di stupro di gruppo ai danni di una ragazza di 16 anni. Secondo la ricercatrice Silvia Semenzin, nella cultura del gaming e del metaverso le donne sono spesso molestate perché percepite come una minoranza esterna e invadente che ancora non è benvenuta. Anche in questo caso, l’origine del problema è la stessa: la cultura patriarcale. Con una specifica peggiorativa: in Italia non abbiamo neanche le leggi sufficienti per contrastare la deriva violenta del metaverso.
Altra questione che sta diventando cruciale: l’Intelligenza Artificiale reitera stereotipi, non solo sessisti ma in generale a scapito delle minoranze. Elisabetta Ambrosi ha intervistato Diletta Huyskes, filosofa e dottoranda in Sociologia, che opera nel campo dei diritti digitali. Con lei proviamo a capire come si può evitare che questo accada.
Ospitiamo, infine, il contributo di SeNonOraQuando? Torino e della Cgil del capoluogo piemontese, dove qualche giorno fa il Tar ha deciso di discutere, nel merito, il loro ricorso contro la determina relativa alla convenzione tra l’Azienda ospedaliera Città della Salute e il Movimento per la Vita. Convenzione che avrebbe dovuto istituire la cosiddetta “stanza” di ascolto per le donne che richiedono l’Interruzione di gravidanza e che al momento non esiste, così come la ratifica della convenzione. Ma il pronunciamento del Tribunale è stato accolto dai Pro Vita come una vittoria.
Buona lettura.
A cura di Silvia D’Onghia
L’iniziativa

È partita il 16 gennaio la campagna sociale LEI È patrocinata dalla Fondazione Pubblicità Progresso: 12 soggetti diversi, ma con al centro la libertà di scelta e l’autodeterminazione delle donne. La campagna sarà diffusa sulle principali testate, in affissione, in TV e sui social. Proposta dall’associazione Lofficina e co-firmata da Senonoraquando?Torino, Break the Silence Italia, Torino Città per le Donne, è stata realizzata pro bono dalla Agenzia di pubblicità Hub09.
L’obiettivo è far conoscere leggi e diritti faticosamente conquistati negli anni e difenderli perché valgano anche domani. Dal diritto di scegliere se portare avanti una gravidanza, garantito dalla legge 194, alla parità salariale sancita dalla Costituzione; dalla denuncia della violenza maschile, riconosciuta come violazione dei diritti umani dalla Convenzione di Istanbul, alla tutela di chi trova il coraggio di denunciare, prevista dal Codice Rosso.
Una campagna che mira anche a scardinare luoghi comuni e stereotipi sul ruolo delle donne, nel mondo del lavoro come in politica e nelle relazioni intime, che limitano la loro libertà e alimentano la violenza di genere che ha profonde radici culturali.
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