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il Fatto Quotidiano
15 Giugno 2022
A parole nostre

Gabriela Trandafir aveva denunciato tre volte il marito, Salvatore Montefusco, per maltrattamenti e stalking. Per tre volte la magistratura aveva archiviato (o chiesto di archiviare) quelle denunce. Gabriela, invece, voleva che si andasse avanti, e martedì mattina si è celebrata l’udienza per l’opposizione all’archiviazione. Gabriela, però, non c’era: era stata ammazzata il giorno prima, insieme alla figlia Renata, proprio da quel marito violento che la Giustizia italiana non aveva fermato. Lidia Miljkovic e Gabriela Serrano sono invece state assassinate il 9 giugno da Zlatan Vasiljevic, appena uscito di prigione. Adesso nei tribunali arrivano gli ispettori del ministero, giornali e talk si riempiono di testimonianze e l’opinione pubblica si ricorda che in questo Paese viene uccisa una donna ogni tre giorni. Quasi fosse una novità. Ma ci sono domande da porsi: davvero si tratta di femminicidi “annunciati”? Quelle donne si sarebbero potute salvare? E magistratura e forze dell’ordine sono adeguatamente preparate? Ne abbiamo parlato con Ilaria Boiano, avvocata dell’associazione Differenza Donna di Roma.

A proposito di domande, bisogna porsene un’altra. Dal momento in cui tutto passa dal corpo delle donne, uno strumento troppo spesso nelle mani degli altri – dalla gravidanza al marketing –, prendersene cura è un atto d’amore verso se stesse o una sottomissione alle norme socio-culturali? Muove (anche) da qui il romanzo d’esordio di Veronica Pacini, orientato a raccontare la vita di una donna attraverso i legami che il suo corpo crea e attraverso le sofferenze che le vengono inflitte, o che s’infligge da sola. Elisabetta Ambrosi l’ha intervistata per noi.

Parliamo poi di figure da riscoprire, e partiamo da quella di Caterina Sforza che, nella seconda metà del 1400, oltre ad amministrare bene la Signoria di Imola e Forlì, studiò la medicina: si occupò di peste, lebbra, vaiolo, emicrania, fratture. Una combattente, e non solo con le armi. Un’anticonformista. Un esempio di donne che hanno fatto la storia senza essere passate alla Storia. La ricorda l’attrice e scrittrice Eleonora Mazzoni, che è la direttrice artistica di un Festival dedicato a Caterina.

E proseguiamo con Dorothea Lange, la fotografa della gente, intesa come ultimi, umili, poveri ma mai privi di dignità: un romanzo ne consacra la vita (fu addirittura una pioniera dell’ambientalismo). Angelo Molica Franco lo ha letto per noi. Giuseppe Cesaro ci trasporta, invece, nel mondo di Tamara, la protagonista del libro di Heidi James, che s’interroga sul senso della vita e dell’amore, in particolare per i genitori.

Chiudiamo con la consueta irriverenza di Amalia Caratozzolo, questo mese alle prese con i matrimoni (degli altri) studiati dal punto di vista degli invitati single. Saranno conquiste o disfatte?

Buona lettura.

A cura di Silvia D’Onghia

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Il libro

“Le persone possono essere solo maschi o femmine”. “I veri maschi non piangono”. “Lo smalto fa diventare donne”. “Le femmine non possono avere il pisello”. Questi e moltissimi altri sono i falsi miti in cui capita di imbattersi sulle questioni di genere. Questioni molto più complesse e sfaccettate di quanto spesso si pensi, perché dietro a definizioni che ormai tutti crediamo di conoscere, come transgender, cisgender, schwa e così via, c’è un mondo da esplorare. È appena uscito per le edizioni Clichy “Atlante del genere”, realizzato da Alessandra Fisher e Jiska Ristori, che coordinano il Centro per l’affermazione di genere dell’Ospedale Universitario Careggi di Firenze. Un viaggio alla scoperta dell’euforia di genere, attraverso cinque continenti (Conoscenza, Esplorazione, Convivenza, Legami e Piacere) e diversi Paesi, da quello dell’amore a quello della libertà di essere se stessi.

L'avvocata

Femminicidi, Boiano: “Magistrati e forze dell’ordine, non bastano corsi di poche ore”

Gabriela Trandafir, uccisa l'altro giorno nel modenese, aveva denunciato il marito già tre volte. Zlatan Vasiljevic, che invece ha ammazzato Lidia Miljkovic e Gabriela Serrano nel vicentino, era appena uscito di prigione. L'avvocata dell'associazione Differenza donna: “I reati che rientrano nella violenza di genere non sono considerati per la loro gravità, la pericolosità degli autori è sottovalutata e prevale una cornice che mistifica e giustifica”

di Silvia D’Onghia

Emancipazione

Veronica Pacini: “Il corpo delle femmine: piacere, dolore e schiavitù”

La storia di una donna raccontata attraverso la sua corporeità: dalla violenza subita da parte della sorella, ancora bambina, all'ascetismo, all'unico orgasmo. La scrittrice: “Avere cura di sé è un atto d'amore o una sottomissione a certe norme sociali?”

di Elisabetta Ambrosi

L'appuntamento

Caterina Sforza, l’anticonformista. Eleonora Mazzoni: “Da riscoprire”

Dal 16 al 18 giugno l'attrice e scrittrice dirige il Festival dedicato a colei che seppe ben amministrare un regno, era capace di combattere e di studiare la medicina: “Si occupò di peste, lebbra, vaiolo, emicrania, fratture. Ci ha lasciato un ‘ricettario’ ancora attuale. È un esempio delle donne che hanno fatto la storia senza essere passate alla Storia”

di Silvia D’Onghia

(Ri)scatti

Dorothea Lange, la fotografa degli ultimi che non conobbe il pietismo

La scrittrice americana Elise Hooper consacra la vita dell'artista in un biopic scritto in prima persona: l'abbandono del padre, la ricerca, la povertà e l'ambientalismo. Una donna che raccontò gli altri restituendo loro la dignità

di Angelo Molica Franco

Genitori e figli

Tamara e il senso della vita: uccidere sua madre senza essere cattiva

La protagonista de “Lo specchio sonoro”, romanzo di Heidi James, si è sentita ripetere a lungo una frase, “Vorrei che tu non fossi mai nata”, eppure alla fine è chiamata a decidere se staccare la spina all'anziana donna sofferente. Una riflessione sul vuoto e sull'assenza

di Giuseppe Cesaro

Matite irriverenti

Chi visse sperando: il senso degli invitati single per i matrimoni (altrui)

Ogni volta è la stessa storia: si parte dalla scelta folle dell'abito (è pur sempre giugno e ci sono 40 gradi), si continua con le 85 portate in 14 ore circa, si finisce con l'adocchiare quel tizio che sembra tanto figo. Ma proprio mentre credi che la giornata, tutto sommato, sia salvabile, ecco che arriva al tavolo la prozia...

di Amalia Caratozzolo

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