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il Fatto Quotidiano
15 Dicembre 2021
A parole nostre

“Guarda che sei stata contestata da tutti”, “L’Accademia della Crusca demolisce la schwa, ma lei deve pur portare a casa la pagnotta”, “ti sei messa in un brutto guaio”. Potremmo continuare ancora a lungo con gli attacchi (e spesso gli insulti) che riceve Vera Gheno. Linguista e sociolinguista, da tempo è in prima linea nella battaglia per l’uso di un linguaggio più inclusivo, che tenga conto delle evoluzioni che la società – anche quella italiana – ha già compiuto. Dall’utilizzo di simboli come, appunto, la schwa (la e rovesciata che andrebbe a sostituire il maschile sovraesteso) alla narrazione della violenza, dall’hate speech alla vittimizzazione preventiva. Per esempio, quella che si compirebbe destinando alcune carrozze ferroviarie alle sole donne, proposta avanzata dopo lo stupro delle due ragazze sul treno Milano-Varese. Di questo, e di molto altro, ha parlato con noi nell’intervista con cui cominciamo questa settimana. Come sempre, A Parole Nostre.

Elisabetta Ambrosi ha studiato un report di Ipsos Internazionale dal quale si evince che rappresentare le donne in maniera realistica, ma soprattutto rispettosa, farebbe guadagnare le aziende. Che invece si ostinano a mostrare corpi perfetti, sex symbol e modelli inarrivabili sui quali però bambine e adolescenti plasmano i propri sogni. Quella che noi chiamiamo “Pubblicità regresso”.

Restando in tema di comunicazione, portiamo invece un esempio positivo. Esiste un network che lavora per raggiungere la parità salariale, abbattere il soffitto di cristallo e creare ambienti lavorativi inclusivi. Si chiama “Hella” e per questo Natale ha ideato un gioco sarcastico per tutta la famiglia: Gira la colpa. Guido Biondi ne ha parlato con le due fondatrici/ideatrici, Flavia Brevi ed Ella Marciello.

Facciamo poi un tour artistico. Poco tempo fa un dipinto di Frida Kahlo, Diego e io, è stato battuto all’asta per 34,9 milioni di dollari. Un record e una rivincita, dal momento in cui il primato per l’America Latina apparteneva a un’opera proprio di quel Diego ritratto, suo marito Rivera. Angelo Molica Franco ha compiuto allora un viaggio tra le “vendette” delle artiste e delle letterate che si sono riprese la scena rispetto ai propri partner maschili.

Infine un appuntamento cinematografico. Maria Cristina Fraddosio ha visto per noi il documentario Corpi liberi, che racconta la nascita del primo gay pride della Sapienza e soprattutto l’intersezionalità delle lotte transfemministe.

Buona lettura

A cura di Silvia D’Onghia

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L'intervista

Vera Gheno: “Carrozze per sole donne? Le ho viste, ma ero a Dubai”

La sociolinguista interviene sulla proposta avanzata dopo lo stupro delle due ragazze sul treno Milano-Varese: “Non bisogna isolare noi, ma creare un sistema che non produca stupratori”. E sul recente dibattito circa l'introduzione della schwa (bocciata da alcuni esponenti della Crusca): “Quando mi rivolgo a una moltitudine mista, a una persona non binaria o di cui non conosco il genere, l'uso della ‘ə’ evita il rischio di una mancata rappresentazione nella società”

di Silvia D’Onghia

Lo studio

La “pubblicità regresso” non fa bene nemmeno alle aziende

Rappresentare le donne in maniera realistica, ma soprattutto rispettosa, fa guadagnare le imprese perché fidelizza i clienti a lungo termine: è il risultato di un nuovo metodo di analisi sugli spot e sui principali brand

di Elisabetta Ambrosi

L'iniziativa

Gira la colpa, il regalo di Natale contro il “victim blaming”

Hella Network è un gruppo di lavoro che punta alla parità salariale e all’inclusione nell’ambiente lavorativo. La fondatrice, Flavia Brevi, e la portavoce, Ella Marciello: “Si continua a far ricadere la responsabilità di una violenza sulla vittima, salvando così chi l’ha esercitata. Abbiamo pensato all’estetica degli anni Ottanta, per dire ironicamente ‘ecco come siamo cresciute’: queste dinamiche si consolidano nella nostra psiche da quando siamo bambine”

di Guido Biondi

Il riscatto

Frida Kahlo, Mary Shelley, Colette: la vendetta delle mogli

Di recente l’autoritratto “Diego e io” della pittrice messicana è stato battuto all'asta a 34,9 milioni di dollari. Un record e una rivincita. Il primato, infatti, apparteneva a un’opera di suo marito Rivera. Ma anche molte altre artiste e letterate si sono riprese la scena

di Angelo Molica Franco

Da New York al mondo

Corpi liberi, il primo pride della Sapienza è diventato un doc

La prospettiva scelta è stata “l’intersezionalità delle lotte”, di tutte le forme di oppressione, non solo quelle relative alla sessualità

di Maria Cristina Fraddosio

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