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il Fatto Quotidiano
14 Dicembre 2022
A parole nostre

Nei casi di violenza sessuale si parla spesso di “congelamento” (o “freezing”): è l’atteggiamento delle donne che, di fronte al proprio aggressore, anche per paura di conseguenze peggiori, rimangono mute e immobili, non opponendo alcuna resistenza. Un po’ come gli animali, quando si fingono morti per non essere uccisi. Ma questo significa che sono compiacenti? Si può interpretare il silenzio come consenso? Assolutamente no, e questa volta a metterlo nero su bianco è stato il Gip di Milano, che si è opposto alla richiesta di archiviazione presentata dalla Procura per un caso di stupro risalente a tre anni fa. Nelle aule dei tribunali, spiegano le associazioni che si occupano di violenza a Federica Crovella, si consuma spesso la vittimizzazione secondaria: anziché processare gli atteggiamenti violenti o maltrattanti degli uomini, spesso neanche messi a fuoco, a finire sul banco morale degli imputati sono le stesse donne, costrette a giustificare il proprio modo di vestire o di essere madri. Manca una formazione adeguata e soprattutto specifica, ci spiega l’avvocata Francesca Gàristo, vicepresidente della Casa delle Donne Maltrattate di Milano.

Restiamo in tema di violenza, per spostarci però all’estero. Michela Iaccarino ci racconta una storia agghiacciante che arriva dalla Nigeria: migliaia di ragazze che erano state rapite da Boko Haram sono state sì liberate in un blitz contro la cellula jihadista, ma pure costrette ad abortire (senza neanche esserne coscienti) per l’assurda credenza che vede “i bambini degli islamisti predestinati a imbracciare le armi contro il governo”. Solo che abortire all’ottavo mese di gravidanza significa morire insieme con quel bambino.

A proposito di minori, con Elisabetta Ambrosi ci siamo interrogati su quei genitori che postano in continuazione le foto dei propri figli sui social network. Il fenomeno ha un nome: sharenting. E adesso c’è un ricercatore della Cattolica di Milano che se ne occupa, Davide Cino. Con lui abbiamo ragionato sulla necessità di andare oltre i giudizi morali. Anche perché non tutti i genitori si chiamano Ferragnez…

Per la pagina culturale, Angelo Molica Franco ha invece scovato una chicca, pubblicata pochi giorni fa su Youtube: si chiama Borderless ed è un cortometraggio che vede protagonisti due ragazzi omosessuali che si amano, ma da due fronti diversi: sono, infatti, uno russo e uno ucraino. E nel silenzio dei loro sguardi, c’è tutta la drammaticità di una guerra che non vuole finire.

Torna, infine, il nostro appuntamento con le favole poco convenzionali di Amalia Caratozzolo: siccome è quasi Natale e persino noi siamo più buoni, questo mese il suo Scrooge avrà addirittura un happy end. Ma non fateci l’abitudine…

Buona lettura.

A cura di Silvia D’Onghia

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Il percorso giudiziario

Violenza, il silenzio non è consenso: la “lezione” del gip di Milano alla procura

È stata respinta la richiesta di archiviazione per un caso di stupro del 2019, durante il quale la vittima era rimasta immobile. I tribunali sono luoghi in cui si consuma la vittimizzazione secondaria: i giudici (e gli assistenti sociali e i consulenti) tendono a riportare tutto alla sfera del “normale conflitto domestico”. E così l'abusata diventa pure una “cattiva madre”

di Federica Crovella

Il programma clandestino

Nigeria, migliaia di donne costrette ad abortire “per sanificare la società”

Moltissime ragazze rapite da Boko Haram sono state liberate dall'esercito regolare in un blitz contro la cellula jihadista. La credenza è che “i bambini degli islamisti siano predestinati a imbracciare le armi contro il governo”. Ma di interruzione di gravidanza all'ottavo mese si muore

di Michela A.G. Iaccarino

Il saggio

Foto dei figli online, l’esperto: “Criminalizzare i genitori non risolve il problema”

Il pedagogista Davide Cino: “I rischi possono esserci, ma non necessariamente. E i giudizi morali non sono utili. Pensiamo a come educare il nucleo familiare rispetto alla condivisione social, piuttosto che a reprimere”

di Elisabetta Ambrosi

Il corto

Borderless, l’amore gay tra un russo e un ucraino non ha bisogno di parole

Due ragazzi lottano in silenzio per potersi amare. In mezzo, il rumore della guerra, le sirene, i passi che corrono, le portiere delle auto, i treni, gli autobus, i carri armati. E la musica, una sonata per pianoforte malinconica

di Angelo Molica Franco

Fiabe poco convenzionali

Portarsi Scrooge alla cena di Natale (e pure i fantasmi di tutte le sue ex)

Come presentare (finalmente) un uomo alla trisnonna e uscirne vive. Abbiate fede: anche un nano peloso può trasformarsi in un orsetto del cuore, l'importante è conoscere i numeri giusti

di Amalia Caratozzolo

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