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il Fatto Quotidiano
11 Gennaio 2023
A parole nostre

Siamo sicuri che, dietro l’odio in Rete – soprattutto nei confronti delle donne –, ci siano soltanto i singoli utenti? O meglio: siamo sicuri che questo giochetto perverso non faccia comodo alle piattaforme? La ricercatrice Lilia Giugni, che lavora a Cambridge ed è co-fondatrice del think tank femminista GenPol, spiega a Elisabetta Ambrosi come i social network, chiamati a contrastare la violenza in Rete, in realtà monetizzino proprio grazie a essa. Certo, Internet ha contribuito all’emancipazione femminile, soprattutto in alcuni luoghi del mondo, garantendo la diffusione delle informazioni; ma ha anche rappresentato, e continua a rappresentare, una cassa di risonanza per il sessismo più becero. E le piattaforme, trincerate dietro il “non possiamo controllare tutto”, da questo traggono in realtà grandi benefici economici. Non solo: Giugni nel suo saggio affronta due temi spesso dimenticati: quante donne vengono sfruttate nella lavorazione dei prodotti tech? E quante “moderatrici” di contenuti sono sottopagate o precarie?

Michela Iaccarino prosegue, invece, il suo viaggio alla scoperta delle donne che stanno cambiando la propria storia e quella delle altre, dai più remoti angoli del Pianeta. Questa settimana, considerando quanto sta accadendo in Brasile, ci parla proprio di Sonya Guajajara, nativa, attivista e ora ministra del governo Lula. Con lei i popoli indigeni, quelli dell’Amazzonia che Bolsonaro ha contribuito a distruggere, possono finalmente sperare in una rivoluzione verde. E con loro anche i nostri figli.

Con Enrico Mascilli Migliorini torniamo invece in Italia, per parlare di Lucha y Siesta, una delle Case delle donne di Roma che è finita di nuovo davanti a un giudice. Nonostante nel 2021 la Regione Lazio abbia acquistato l’immobile dove dal 2008 vengono accolte le vittime di violenza (e si svolgono anche un sacco di altre attività), la presidente è sotto processo per l’occupazione. Al sit-in di ieri in Tribunale ha partecipato anche Ilaria Cucchi.

Per la pagina culturale, ci occupiamo ancora di circensi. Angelo Molica Franco ha letto per noi un volume nel quale Maria Vittoria Vittori ripercorre la storia di Maria Spaterlini, o di Antoinette Concello, o di tutte coloro che, nei secoli in cui la realizzazione passava attraverso il matrimonio e la maternità, oltrepassavano il tendone e vivevano libere.

Torna, infine, l’appuntamento con le fiabe poco convenzionali di Amalia Caratozzolo, questa settimana alle prese con il Principe Ranocchio, che non solo è brutto: è pure velenoso.

Buona lettura.

A cura di Silvia D’Onghia

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L'intervista

Violenza in Rete, Lilia Giugni: “I social traggono profitto dalle interazioni sessiste”

Nel suo saggio, la ricercatrice evidenzia i pericoli del web, ma porta alla luce anche altri aspetti: dal lavoro precario e sottopagato dei “moderatori” allo sfruttamento della manodopera nelle miniere di tantalio o cobalto

di Elisabetta Ambrosi

Storie di riscatto

Il Brasile di Sonya Guajajara: la rivoluzione verde dei popoli indigeni

Nativa, attivista, oggi è tra le 100 donne più influenti al mondo. Finalmente non più all'opposizione, può fermare le folli politiche di deforestazione volute da Bolsonaro e provare a salvare quel che resta dell'Amazzonia

di Michela A.G. Iaccarino

Diritti e servizi

Lucha y Siesta, Ilaria Cucchi: “Battaglia in Senato per realtà a rischio sfratto”

L'associazione romana di nuovo davanti a un giudice per l'occupazione dello stabile, poi acquisito dalla Regione Lazio. Udienza rinviata, le attiviste chiedono il non luogo a procedere. La senatrice: “Studiamo una legge per tutelare realtà che producono ricchezza sociale ma che sono a rischio sgombero”

di Enrico Mascilli Migliorini

Il volume

Il circo, strada per la libertà: storie di donne che hanno varcato i tendoni

Da Maria Spaterlini a Antoinette Concello: fin dai suoi esordi, i carrozzoni hanno rappresentato per il mondo femminile una via di fuga rispetto ai matrimoni e ai figli. Così Maria Vittoria Vittori ricorda adesso in un saggio “la rivoluzione in pista”

di Angelo Molica Franco

Fiabe poco convenzionali

Il ranocchio è velenoso: ecco perché dobbiamo smettere di baciarlo

Si chiama “sindrome da crocerossina”: la proviamo tutte, almeno una volta nella vita, e poi viviamo di allucinazioni. Ma dovremmo piantarla di sperare che gli uomini possano trasformarsi (in principi, poi...) e pensare solo a salvare noi stesse

di Amalia Caratozzolo

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