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Immaginate questa scena: una donna torna a casa tre ore dopo aver partorito e si ritrova al fianco l’assistente (letteralmente, la doula, dal greco “schiava della donna”) che l’ha già seguita in gravidanza, e che ora le insegna ad allattare e si occupa di lei e del neonato. Un sogno, dite? No, è solo la realtà dei Paesi Bassi, dove la super tata te la manda lo Stato, non gratis ma a fronte di qualche decina di euro al giorno. Non solo: in Olanda i congedi parentali sono generosi, sia per la donna che per l’uomo, il part time è diffuso e ben pagato ed esiste una cosa che noi mamme italiane ci sogniamo: il tempo per noi. A raccontarci questo mondo fantastico è Elisabetta Ambrosi nel suo reportage.
Restando in tema lavoro, prosegue il nostro viaggio tra i “mestieri da femmina” e quelli “da maschio”. Questa settimana Eva Prodi ha intervistato Chiara Trettel, che di lavoro fa la pastora e gestisce un gregge di 150 pecore da sola con le sue tre figlie. Un lavoro duro, ci spiega, ma che alla fatica unisce la predisposizione alla cura.
Per sfatare gli stereotipi servono i fatti, certo, ma anche le parole. È per questo che abbiamo chiesto a Giuseppe Cesaro di proporci quattro libri, uno alla settimana fino alla fine di agosto, che siano pietre miliari nella comprensione del divario di genere o, peggio, della sottomissione femminile. Oggi partiamo con la lezione di Chimamanda Ngozi Adichie e il suo “Dovremmo essere tutti femministi”.
È poi il tempo di ricordare una grande artista, scomparsa il 16 agosto di cinque anni fa a Bari: Chiara Fumai, performer apprezzata in tutto il mondo che, a soli 39 anni, ha deciso di togliersi la vita. Qualche mese fa la scrittrice Nadia Busato ha intervistato la madre di Chiara, Liliana, anche lei morta poco dopo. Un dialogo toccante, che Nadia ha voluto adesso rendere pubblico.
Chiudiamo, invece, con la nostra matita irriverente, Amalia Caratozzolo, questo mese alla prese con il terribile Barbablù: il mezzo hipster che, sotto l’aspetto quasi accettabile, nasconde un pericoloso assassino.
Buona lettura.
A cura di Silvia D’Onghia
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