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“Gli uomini violenti non sono malati, sono figli di una cultura patriarcale. Per questo, per prevenire i femminicidi, bisogna intervenire sulle scuole”. Abbiamo sentito spesso pronunciare queste parole in consessi femminili che analizzano il fenomeno della violenza sulle donne. Più raramente queste parole vengono usate dagli uomini. E invece, in un anno in cui sono già state uccise 65 donne (46 delle quali per mano di partner o ex), lo dicono chiaramente i responsabili del “Cerchio degli Uomini”, un’associazione torinese che si occupa di parità e gender gap, promuove l’impegno dei padri nelle cure familiari e condivide i racconti di chi non sa gestire la rabbia. Questa settimana, allora, con Allegra Romana Monti partiamo da qui, come sempre A Parole Nostre.
Cultura è, dunque, la parola chiave, a qualunque latitudine. Giuseppe Cesaro ha seguito il viaggio della giovane nigeriana Adunni (e delle altre migliaia come lei), dal matrimonio combinato a 15 anni agli abusi presso una ricca famiglia di Lagos. Una storia di umanità perduta raccontata nel nuovo romanzo della scrittrice Abi Daré.
Ma cosa significa “essere uomo” (nel senso proprio di umanità)? Se l’è chiesto un’altra autrice, Nicole Krauss, che in un prezioso volume di racconti – letto per noi da Elisabetta Ambrosi – pone domande sull’amore, la monogamia, le radici culturali di ciascuno. Quesiti cui è difficile trovare risposte universalmente valide.
Dopo le interviste di agosto alle grandi cantautrici, invece, Guido Biondi questa settimana si dedica alle donne del folk, da Gabriella Ferri a Ginevra Di Marco, coloro che hanno cantato gli ultimi “dalle battaglie di ieri a quelle di oggi”.
Infine un grande ritorno in libreria: Bompiani ripubblica Histoire d’O, l’opera di Pauline Réage che molti – erroneamente – considerano solo un romanzo erotico. Angelo Molica Franco ci spiega perché, al contrario, può essere letto come un percorso di liberazione.
Buona lettura.
A cura di Silvia D’Onghia
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