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Damien Abad, il nuovo ministro francese della Solidarietà, all’insediamento ha portato con sé la pesante accusa di aver abusato di una donna dopo averla drogata. Un’altra denuncia a suo carico era già stata archiviata nel 2017, ma il presidente Macron non ha pensato neanche di sospenderne la carica in attesa degli accertamenti necessari. In Francia, del resto, non è il primo caso di politico che si macchia di accuse tanto gravi. Da Strauss-Kahn in poi, è stato un susseguirsi di uomini di potere sospettati di molestie o abusi. Nella sua inchiesta documentata e approfondita, Luana De Micco ha sentito una delle fondatrici dell’Osservatorio delle violenze sessuali e sessiste in politica, l’associazione che ha raccolto la denuncia ai danni di Abad e che ora avanza delle proposte urgenti per far fronte alla “consuetudine” delle violenze.
Per una Francia così, troviamo invece una Spagna che sembra all’avanguardia. Pochi giorni fa, il Congresso dei deputati ha approvato una legge contro la violenza sessuale basata sul principio del “solo un sì è un sì”. Ora il testo deve passare al vaglio del Senato, dove però non si attendono sorprese. Sarà considerato stupro qualsiasi atto sessuale in cui una delle persone coinvolte non abbia espresso il proprio consenso. Sulla carta si tratta di una norma rivoluzionaria, ma con Alessia Grossi andiamo a comprenderne la reale applicazione. Come i giuristi sanno, i processi per stupro, laddove non vi siano tracce evidenti di violenze fisiche, sono difficili da vincere per le vittime.
E a proposito di abusi e di senso di colpa – sentimento che attanaglia coloro che hanno subìto violenza –, Angelo Molica Franco ci parla di un romanzo potentissimo che arriva dalla Corea, ma che potrebbe essere stato scritto in un qualunque angolo del Pianeta: “Un’altra donna”, la storia appunto di una vittima e del suo disperato bisogno d’amore e di attenzioni. Da leggere (anche) per guarire.
Tornando – tristemente – all’Italia, Riccardo Antoniucci si occupa nuovamente dei dati della legge 194. Un anno fa, le giornaliste Chiara Lalli e Sonia Montegiove hanno cominciato a raccogliere i numeri degli obiettori di coscienza negli ospedali pubblici. Era il primo studio così dettagliato sull’obiezione mai realizzato nel nostro Paese, ma purtroppo è rimasto incompleto. Gli enti locali, infatti, spesso non tengono aggiornati i registri, forniscono informazioni sbagliate o parziali, quando non evitano semplicemente di rispondere. Le vicissitudini della ricerca di Lalli e Montegiove ora sono diventate il libro “Mai Dati”, in uscita proprio oggi.
Restiamo in qualche modo in tema di nascite. La giornalista Letizia Muratori si occupa di sesso biologico e identità di genere, attraverso le storie di persone che hanno compiuto il sofferto cammino della transizione. Come Zoe, che a 62 anni ha scelto di diventare donna, e non soltanto per un’esigenza fisica: “Le mancava il suo passato femminile, non l’aveva mai vissuto dal punto di vista biologico e dell’esperienza”, ha spiegato Muratori al nostro Guido Biondi.
Una pluralità di esperienze che per alcune persone è ancora faticosa e che altre cercano, invece, come espressione di libertà. Tomaso Vimercati si definisce un “anarchico sentimentale” e affida a un libro le sue “confessioni”: “Essere fedeli alla stessa persona è un’invenzione – spiega a Elisabetta Ambrosi –. Sta a noi capire quanto e cosa comunicare al partner per essere sinceri evitando di ferirlo”. Abbasso la monogamia, insomma.
Buona lettura.
A cura di Silvia D’Onghia
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