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Shahla Abdi ha 20 anni, è incinta ed è curda proprio come Mahsa Amini, la ragazza uccisa il 16 settembre in Iran per non aver indossato correttamente l’hijab. Di Shahla, accusata di aver dato alle fiamme un ritratto dell’ayatollah e quindi arrestata, non si hanno più notizie. Anzi, una cosa si sa: è stata condannata a morte. Nel silenzio assordante del Pianeta, passato ormai oltre, le proteste a Teheran non si sono fermate, così come non si sono fermate le esecuzioni capitali. Michela Iaccarino ci racconta allora la storia di Shahla e di chi non si arrende. “Il coraggio delle nostre sorelle sia fonte d’ispirazione per tutto il mondo”, è l’appello che quattro artiste iraniane, fuggite dal loro Paese, lanciano da Bologna, dove da domani esporranno le loro opere. Hanno trovato il coraggio di parlare, pur avendo lasciato le famiglie a Teheran, con Angelo Molica Franco.
Da una cultura patriarcale all’altra, per fortuna non con la stessa repressione. Torniamo in Italia, dove gli uomini rappresentano il 92% degli imputati per omicidio, l’83% degli autori di incidenti stradali mortali, l’87% dei responsabili degli abusi su minori, il 95% della popolazione mafiosa. Sono numeri impressionanti. Eppure, persino nella formulazione delle statistiche, difficilmente si tende a considerare il reato in base al genere: provenienza geografica, estrazione socio-economica sì, differenza uomo/donna no. C’è invece un’economista, Ginevra Bersani Franceschetti, che insieme con una collega ci ha provato. Anzi, ha provato persino a calcolare il costo di questa “virilità”, proprio in termini economici. Le due studiose hanno scoperto che, se gli uomini si comportassero come le donne (abbandonando quasi del tutto le abitudini violente), la società italiana risparmierebbe circa 100 miliardi di euro l’anno. Elisabetta Ambrosi s’è fatta spiegare i criteri alla base del calcolo.
Violenza e denaro sono i temi che affronta anche Natascia Ronchetti. Esiste una forma di maltrattamento, subdola ma ugualmente pericolosa, che passa dal controllo del denaro: le donne fanno più fatica ad accedere al credito, alcune di loro non sono indipendenti economicamente, altre non hanno nemmeno un conto corrente. Questo significa che difficilmente possono separarsi, per esempio. Adesso nasce un progetto per riconoscere e prevenire la violenza economica.
Apriamo poi un capitolo dedicato al mondo Lgbtq+. Domani si celebra la Candelora, e nell’avellinese questo significa inclusione: esiste un santuario, infatti, che nel nome della Madonna nera unisce eterosessuali e omosessuali, binari, non binari e trans. Con il benestare della Chiesa. Peccato che, quest’anno, a litigare siano i sindaci dei Comuni limitrofi. Ce ne parla Enrico Mascilli Migliorini. Ospitiamo poi il ricordo che la scrittrice e autrice Sara Poma fa di una figura fondamentale per i movimenti italiani: Maria Silvia Spolato, la prima donna a fare un pubblico coming out.
Per la pagina letteraria, infine, Giuseppe Cesaro ci racconta Aphra Behn e la protagonista del suo romanzo, Isabella, costretta dal padre a farsi monaca. Anche in questo caso, come vedremo, la trasgressione è salvifica.
Buona lettura.
A cura di Silvia D’Onghia
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