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“Il presidente della Repubblica è eletto dal Parlamento in seduta comune dei suoi membri”, “Può essere eletto presidente della Repubblica ogni cittadino che abbia compiuto cinquanta anni d’età e goda dei diritti civili e politici”. Sono gli articoli 83 e 84 della nostra Costituzione, figlia del suo tempo nella nominazione e nei riferimenti al maschile: in quegli anni non c’era la stessa attenzione al sessismo linguistico che abbiamo oggi. E allora, a poche settimane dall’elezione per il Colle, abbiamo chiesto a una linguista, Manuela Manera, di raccontarci perché, se vogliamo che la società si abitui all’ipotesi di una presidente della Repubblica, dobbiamo partire proprio dalla lingua. Magari iniziando con l’utilizzo di simboli, come lo schwa, che la Crusca respinge, ma che ne potrebbero sottolineare l’inclusività. Questa settimana, A Parole Nostre, partiamo da qui.
A proposito di sessismo e potere politico, in Francia si moltiplicano le voci femminili che denunciano di aver subito molestie o violenze da uomini che occupano posizioni importanti. A partire da una lettera pubblicata su Le Monde, è nato un #MeTooPolitique che accusa addirittura tre candidati all’Eliseo, come ci racconta da Parigi la nostra Luana De Micco.
Come spesso ripetiamo, bisogna puntare sulle nuove generazioni, educarle al rispetto. Smettendola, sostiene lo psicoterapeuta Matteo Lancini intervistato da Elisabetta Ambrosi, di trasmettere loro il senso di inadeguatezza. Gli adolescenti di oggi, a differenza di quelli di ieri, non sono oppositivi: sono soltanto fragili. E Internet, prosegue l’esperto, non è l’origine di tutti i mali.
A proposito di fragilità, Angelo Molica Franco ha letto per noi il saggio della scrittrice francese Emmanuelle Richard sui “corpi astinenti”, quelli di coloro che – per scelta, per natura o per condizionamento – smettono di fare sesso. L’astinenza, piuttosto che una fragilità, è considerata una malattia dalla società in cui viviamo. Ed è un viaggio nella sessualità delle relazioni lesbiche quella che compie la psicologa clinica Glenda Corwin, che mette in luce, sfatando alcuni miti, le cause della crescente percentuale di coppie di donne non sessualmente attive. Ce ne parla Guido Biondi.
Chiudiamo con una figura che ci piace ricordare, quella della staffetta partigiana Stella, al secolo Alba Meloni, scomparsa nel 2012 dopo una vita al servizio della lotta al nazifascismo. La regista Nadia Pizzuti ha acquistato per caso l’abitazione della donna ed è venuta a contatto con i suoi libri, i suoi mobili, i ricordi di una vita. Ne è nato un documentario, che Maria Cristina Fraddosio ha visto per noi.
Buona lettura
A cura di Silvia D’Onghia
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