Non siamo ancora ai livelli del consolidato Club to Club di Torino, che quest’anno ha in serbo un’edizione davvero explosiva e si conferma l’appuntamento top in Italia per gli amanti della nuova elettronica, ma il giovane roBOt di Bologna sta crescendo gradualmente, anno dopo anno, e giunge al quarto turno con un ventaglio di proposte piuttosto originali e di buon calibro. I sentieri digitali conducono ancora una volta su per l’irto scalone, agli antichi saloni dello storico Palazzo Re Enzo, nel cuore della città, che accoglieranno in questo corto circuito il clou di una rassegna che per sua stessa natura deve essere costantemente proiettata verso il futuro.

L’assessore alla Cultura Alberto Ronchi, intervenuto alla conferenza stampa di presentazione di roBOt 04 al fianco di Andrea Giotti e Marco Ligurgo di Shape, ha sottolineato che Bologna deve riacquistare l’identità di città della musica a trecentosessanta gradi, elettronica (ovviamente) compresa, e dunque, nonostante la complicata situazione economico-finanziaria, è compito dell’amministrazione sostenere iniziative di spessore. Auspicando altresì per il futuro la costruzione di rapporti più stretti e stabili tra le molteplici e più significative manifestazioni di carattere musicale.

Una guida ragionata e selettiva potrà coadiuvare i vostri spostamenti da un evento all’altro nei giorni del festival, che si svolgerà tra mercoledì 28 settembre e sabato 1 ottobre. Se dinanzi al Nettuno risiedono il centro nevralgico ed il quartier generale, lunghe sinapsi collegano alla velocità dei neutrini il Palazzo che fu dimora del figlio dell’imperatore Federico II di Svevia ad altri luoghi che in tempi odierni rappresentano l’anima culturale, danzereccia e ludica della città felsinea: dal Teatro Comunale al Link, dal Cassero al Kindergarten.

Il compito di dare il la alla rassegna spetta al trio Elektronische Staubband, guidato dal compositore e polistrumentista francese Yann Tiersen, divenuto noto ai più per aver realizzato la colonna sonora della pellicola di Jean-Pierre Jeunet Il favoloso mondo di Amélie ma autore mentalmente aperto ai più diversi influssi, dalla musica classica al post-rock: mercoledì 28 settembre, nella cornice del Comunale, l’ensemble interpreterà in una chiave differente, elettronica, decisamente kraut, sia alcuni brani inediti del nuovo Skyline che uscirà per Mute sia quelli dello scuro e sofferto Dust Lane, disco in cui sembrano convergere tanto Matt Elliott, che infatti è tra i suoi collaboratori, quanto la scuola canadese dai Godspeed You Black Emperor/A Silver Mt. Zion agli Arcade Fire. Nella notte di mercoledì, al Kindergarten, da segnalare il set di Deniz Kurtel, artista di origini turche emersa dalla Wolf + Lamb che ha sfornato quest’anno per Crosstown Rebels uno dei più apprezzati album in ambito house, Music Watching Over Me.

Dal giorno successivo, giovedì, il via alle operazioni a Palazzo Re Enzo ma su tutti il set sulla carta più interessante è quello notturno di Bjorn Torske al Cassero. Il norvegese, da qualche anno su Smalltown Supersound, è un produttore piuttosto eclettico e spiazzante, in bilico tra modernità e passato, se si considera che il suo ultimo Kokning prende decisamente le mosse dal post-rock teutonico, neo-kraut: sembra quasi di sentire Tarwater, Pluramon e Mouse On Mars ma nel corso dell’album anche i padri Kraftwerk e Scientist, l’afro-beat e la cosmic disco, con un approccio che appare sì originale e curioso ma che al contempo suona vintage perché è indubbio che il suo sguardo sia coscientemente e spiritosamente filologico e retromaniacale, per citare l’ultimo Simon Reynolds. Il suo disco precedente, Feil Knapp, mette in rilievo questa medesima anima poliedrica che copre un ampio arco che va dalla house al dub passando con tocco ironico, lieve e gentile attraverso diverse altre influenze.

Venerdì seguiremo con interesse soprattutto il duo composto da Etienne Jaumet dei carpenteriani transalpini Zombie Zombie e dal trombonista Gianluca Petrella che si lanceranno in un’improvvisazione jazz elettronica in quel di Palazzo Re Enzo. Menzione anche per l’irlandese Space Dimension Controller, a seguire nella stessa location.

Quella di sabato 1 ottobre è nel complesso la serata forse più completa ed avvincente. Nel Salone del Podestà, in particolare, avremo l’opportunità di vedere dal vivo un nuovo trio denominato Esperanza, che ha da poco pubblicato un convincente extended play d’esordio, intitolato Sirena, per la tedesca Gomma. In formazione un paio di pupilli come Matteo Lavagna (ex bassista dei Disco Drive) e Cécile (giovane produttore di cui Dariella degli Amari, autore tra l’altro dell’artwork, ci ha parlato un gran bene) nonché la collaborazione di Alessio Natalizia (Banjo Or Freakout/Walls) per questo progetto raffinato che contiene gli ingredienti giusti per imporsi a livello internazionale se sviluppato e perseguito adeguatamente.

Il set che nel milieu tutti attendono è quello di SBTRKT (avvertenza: non è serbo-croato, pronunciate con disinvoltura “subtrakt” per evitare figure barbine mentre disquisite dottamente sorseggiando il vostro spritz), headliner virtuale di roBOt 04 ed artefice dell’omonimo album su Young Turks, uno dei migliori dischi dell’annata 2011. Il sound dell’uomo mascherato (cliché un po’ troppo abusato ormai quello di celare la propria identità in quest’ambito) è ricco di intuizioni: con esiti diversi ma al pari di artisti come James Blake sta promuovendo in chiave decisamente soul una concezione autoriale, evoluta e multiforme del dubstep e di un certo modo di intendere l’elettronica che si è imposto nel Regno Unito negli ultimi due decenni. Sabato sera la prima ed unica data italiana del tour che vedrà SBTRKT impegnato sui palchi di tutto il mondo di qui alla fine dell’anno: senza dubbio il colpo gobbo messo a segno quest’anno dagli organizzatori del festival.

Nella notte tutti sul dancefloor del Link per Maya Jane Coles: assolutamente gradevole e frizzante quanto ha sin qui pubblicato questa ventitreenne di talento che si muove in modo incisivo tra techno e house. A tal proposito alcuni suoi singoli ed EP come Bubbler, Cool Down, Focus Now sono un ascolto energizzante (a quanto pare è stata una delle dominatrici dell’estate ad Ibiza) e non banale. Da tenere d’occhio anche le sue produzioni di diversa matrice con il moniker Nocturnal Sunshine ed il duo She Is Danger insieme a Lena Cullen. La nottata prosegue con Seth Troxler e termina con Tobi Neumann che ormai è diventato una sorta di resident del roBOt.

Il festival è come sempre, in modo cospicuo, anche una vetrina per gli artisti locali: largo dunque a moltissimi produttori e dj non menzionati di cui trovate la lista completa nel sito web ufficiale. Da sottolineare anche la sezione workshop, tra i quali segnaliamo in particolare quello di venerdì 30 dedicato ad Arduino, e la sezione progetti speciali in cui campeggia Bolognoise, un nuovo interessante progetto finanziato dal bando regionale GECO che prevede la costituzione di un archivio digitale dei suoni del quotidiano, una sorta di mappatura sonora della città.