Le ceneri dei tempi che furono a distanza di 52 anni ancora cuociono sotterraneamente. Porretta Cinema compie undici anni, al via domani 26 febbraio fino al 4 marzo, ma è come se fosse nato nel 1960, quando la Mostra del Cinema Libero apriva i battenti su una realtà cinematografica magmatica in piena esplosione.

Se là c’erano le avanguardie, le nouvelle vague, le sperimentazioni, oggi la ribellione al pensiero dominante di un cinema bolso e rattrappito passa attraverso la difesa delle sale in chiusura e della retrospettiva/omaggio a Carlo Mazzacurati. Chi si accontenta gode e non poco. Perché Porretta è isola felice di una passione per un’idea di cinema che, calcisticamente, tremare il mondo fa(ceva).

Intanto andiamo con ordine. Il programma per una settimana di proiezioni al cinema Kursaal è ricco. Dieci titoli della trentennale carriera del neopresidente della Cineteca di Bologna, il padovano Mazzacurati, tra cui il capolavoro assoluto L’amore ritrovato, più l’incontro con la cineasta del Free Cinema Lorenza Mazzetti (Together è del ’56) e non una ma ben due ciliegine sulla torta in chiusura: la proiezione de La Kryptonite nella borsa con il suo autore, Ivan Cotroneo, a Porretta e una proiezione di altissima levatura tecnica di Jules et Jim, firmato Francois Truffaut, nel 50esimo anniversario della sua uscita in Italia, presentato a Porretta nel ’62 e oggi in copia restaurata dalla Cineteca di Finlandia.

“Mazzacurati l’avevamo invitato ben prima che la Cineteca lo facesse diventare presidente”, puntualizza ironicamente Gian Paolo Testa, ancora presidente della Mostra internazionale del Cinema Libero, nonché inventore della candidatura di Giorgio Guazzaloca a sindaco di Bologna nel 1999, “Non dimentichiamo cosa c’è alla base di Porretta Cinema: una manifestazione come quella della Mostra che nel 1960 avvenne sull’impeto dell’indignazione per i morti di Reggio Emilia e si aprì grazie all’ordinanza prefettizia per motivi di ordine pubblico”.

Aggiungiamo noi che a Porretta trovarono momentaneo riparo e grande seguito gli americani Mekas e Anger, gli inglesi Lindsay Anderson e Tony Richardson o un signore come Glauber Rocha. Primissimi anni sessanta quando a Porretta arrivavano le anteprime nazionali ed europee o, come quando nel 1971, Elio Petri portò in anteprima mondiale La classe operaia va in paradiso.

“Dal 2002 il festival è curato dall’amministrazione comunale”, spiega l’assessore alla cultura di Porretta Igor Taruffi che nel novembre del 2011 aveva perfino osato sfidare il Pd locale alle primarie, “ma visto che a maggio prossimo ci saranno le elezioni amministrative e il timore, al di là di chi vincerà, è che il festival possa morire, abbiamo messo in sicurezza il marchio fondando un’associazione indipendente che lo gestisce”. Ma l’opera di risanamento del cinema a Porretta passa anche da una piccola ma emblematica battaglia sulle sale: “A Porretta abbiamo due cinema: il Kursaal e il Lux Ferrovieri. Quest’ultimo chiuso, dopo 50 anni di attività, dal 2004. In tutti questi anni Rfi non è riuscita a vendere l’immobile ed ora il prezzo d’affitto è inferiore. Ora stiamo cercando, assieme alla Cineteca di Bologna di riaprirlo”.

Per informazioni: www.porrettacinema.com

d.t.