Ultimi echi delle celebrazioni per il 150mo anniversario dell’Unità d’Italia: li propone il MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna con il progetto site-specific “Italia” dell’artista Mili Romano, in mostra fino al prossimo 26 dicembre. Siracusana di nascita e adottata da Bologna dove  insegna Antropologia Culturale all’Accademia di Belle Arti,  Mili Romano si occupa da anni di progetti artistici imperniati sulla memoria dei luoghi e delle persone che li abitano, sostanziandoli e riappropriandosene attraverso la  ricostruzione della loro storia.

Il progetto “Italia” mette in gioco i diversi campi di interesse della Romano, che spaziano dall’arte alla letteratura alla video-arte. Esso prende le mosse da un passo del leopardiano “Discorso sopra lo stato presente dei costumi degli italiani”, riflessione politica sulla situazione italiana e sulla psicologia di un paese profondamente diviso, lacerato dalla difficoltà di una convivenza poco civile tra cittadini poco propensi a collaborare al bene comune: riflessioni di drammatica attualità che l’artista rielabora e ripropone nell’installazione.

Da un lato un video, nel quale il difficile tentativo di disegnare e mantenere una possibile unità si traduce nel movimento di mani che scompongono e ricompongono le  differenti regioni d’Italia: un gioco visivo sul quale  le  memorie personali si intrecciano alle vicende più salienti della storia contemporanea. Dall’altro la presenza fisica dell’artista, che al cospetto del pubblico del MAMbo, seduta su una sedia appartenente al nonno, leggerà ogni giorno brani di letteratura italiana, scelti da lei ma anche suggeriti dai visitatori, che potranno a loro volta diventare protagonisti della performance cimentandosi nelle letture.

Le incursioni nei territori della storia contemporanea non sono nuove alla Romano: dal 1997 al 2005 ha curato l’annuale manifestazione “Accademia in stazione” su richiesta dell’Associazione Familiari Vittime della Strage di Bologna, progetto nel quale l’artista ha potuto soddisfare appieno la propria personale vocazione a far uscire l’arte dai luoghi ad essa deputati portandola in spazi anonimi e rallentandone dunque gli abituali, rapidi tempi di fruizione attraverso un dialogo, inatteso e da costruire, tra opera e spettatore.

Del 2007 è invece il video-poema “Il rumore del tempo”: immagini del ’77 bolognese in super 8, catturate dall’alto di uno sgangherato camioncino “le cui fiancate riportavano i volti dei fratelli Marx e di Buster Keaton” dalla stessa Romano e da altri studenti, testimonianza di una stagione irripetibile, vitale, tragica e contraddittoria. A testimonianza del forte legame tra la Romano e la storia più profonda del territorio si pone il suo più recente progetto, “Cuore di pietra”, realizzato a Pianoro a partire dal Piano di Riqualificazione Urbana del 2004 che fece affiorare l’esigenza di testimoniare le mutazioni dello spazio cittadino, ciò che sparisce e ciò che resta e in che modo la memoria conserva traccia dell’avvicendarsi di generazioni anche attraverso muri, case ed edifici, muti custodi di vicende umane. Un progetto di costruzione di una memoria non nostalgica ma energica e proiettata al futuro. Operazione da proiettare su scala nazionale, nella faticosa ricerca di un senso di appartenenza che troppe volte sfugge.

Tutte le informazioni si possono trovare sul sito del MAMbo www.mambobologna.org.