Dopo il teatro in salotto, celebre a Bologna l’Ibsen portato nelle case dall’attrice Silvana Strocchi, tocca al cinema. Doc at Home porta i documentari provenienti dal Festival dei Popoli di Firenze nelle case private di Modena. Artefice del progetto fai da te l’associazione Voice off che, con il patrocinio dell’Assessorato alle politiche giovanili del Comune di Modena, allestirà vere e proprie sale cinematografiche in abitazioni private, ovviamente su prenotazioni.

Gli organizzatori e ideatori dell’iniziativa fiorentina, Ilaria Costanzo, Lorenzo Dell’Agnello e Virginia Sodi, sono giovani collaboratori del dei Popoli che, dopo la partecipazione all’organizzazione delle ultime edizioni, hanno deciso di proseguire l’attività esportandola fuori dalle mura del cinema, “invadendo” le abitazioni dei privati, per allargare ulteriormente la cerchia degli spettatori del festival e degli amanti del documentario.

La rassegna modenese prevede, per ora, tre proiezioni, tutte in case private. Per partecipare alle proiezioni, a numero chiuso, è sufficiente richiedere l’iscrizione alla serata via email a [email protected] o tramite il relativo evento creato dal gruppo Doc at Home Modena su Facebook.  Con la stessa modalità, è anche possibile proporre la propria casa per ospitare una proiezione e la sottoscrizione con una tessera una tantum di 3 euro, valida per tutto il ciclo di proiezioni.

“Quando abbiamo scoperto questa straordinaria iniziativa – afferma Cristiano Regina dell’associazione Voice off – abbiamo subito pensato che sarebbe stato un sogno “importarla” a Modena. Il documentario è un genere cinematografico a tutti gli effetti, e noi come Voice off intendiamo promuoverlo in tutti i modi, anche invadendo le case dei privati, se necessario”.

Il primo appuntamento è per mercoledì 21 marzo (alle 20.30) con la proiezione di I am Jesus (2010) dell’australiana Valerie Gudenus e della brasiliana Heloisa Sartorato, prodotto interamente da ‘Fabrica’, il laboratorio creativo del gruppo Benetton e diretto dagli stessi registi. “I am Jesus” esplora la questione controversa sul ritorno del Messia in tre diverse situazioni nel mondo di oggi e ritrae in modo imparziale tre comunità, una comune agricola situata nelle isolate lande siberiane, un gruppo di occupanti ribelli in Inghilterra, una comunità pacifica divenuta una celebrità di YouTube in Brasile, che ruotano attorno a tre figure diverse che hanno una sola cosa in comune: rivendicano di essere Gesù. “In I am Jesus  – hanno spiegato le due registe – il nostro obiettivo era quello di cercare di capire cosa questi leader religiosi stanno cercando di fare e perché sembra esserci un costante bisogno di qualcuno da seguire e in cui credere”.

Si prosegue mercoledì 4 aprile, dalle ore 20.30 con la proiezione Dalla testa al cielo di Debora Scaperrotta (2010), sul viaggio interiore di Mohammed, marocchino lontano dalla sua terra, un giovane uomo il cui corpo lo ha messo di fronte a forti riflessioni sul senso dell’esistenza e lo ha portato ad un costante confronto con le persone e le cose da un punto di vista molto particolare.

Il terzo appuntamento si terrà mercoledì 18 aprile, con la proiezione (dalle 20.30) di Promessi Sposi di Massimo D’Anolfi e Martina Parenti (2007), un documentario – commedia in cui s’incrociano i destini e le storie di alcune persone alle prese con il periodo che precede il giorno del matrimonio. L’accostamento dell’aspetto più religioso con quello laico, ci mostra questi individui che, nonostante la ricchezza e la specificità delle situazioni e delle richieste, rimarranno per sempre persi tra i dogmi della Chiesa e le regole dello Stato.

Per info: Doc at Home Modena 3927751082 [email protected]

d.t.

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Sei arrivato fin qui

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it e pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi però aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Diventa Sostenitore
Articolo Precedente

‘A simple life’: il dovere della riconoscenza

prev
Articolo Successivo

E’ morto il poeta Tonino Guerra, fu lo sceneggiatore di Antonioni e Fellini

next