Manca giusto la chiamata dello storico e indipendente Cinema Mexico di Milano e per I giorni della vendemmia l’exploit de Il vento fa il suo giro è dietro l’angolo. Forte di una programmazione che in tre settimane e in sole quattro sale dell’Emilia Romagna (Modena, Parma, Reggio Emilia e Ravenna) ha raccolto più di 4000 spettatori (in media per copie distribuite più di Cesare deve morire, orso d’oro a Berlino), il film di Marco Righi si appresta ad almeno una settimana di spettacoli serali all’Europa Cinema di Bologna.

Un film indipendente e dal bassissimo budget, girato in 14 giorni, senza finanziamenti pubblici e distribuito da Seac in direzione contraria rispetto alla corrente delle sale prenotate dalle grandi major americane e dalle principali distribuzioni nostrane (anche quelle cosiddette d’essai fanno cartello, ricordatevelo). Perché tra una settimana o due, quando l’Europa sarà ancora pieno di spettatori il film di Righi verrà smontato mica tanto perché non ha successo, ma perché la macchina del capitale cinematografico, quello attaccato al bombolone d’ossigeno del 3D, dovrà spremere all’infinito il listino bloccato a cui l’esercente pone il capo chino fin da inizio stagione. Quindi tutti in massa a vederlo, anche solo per lasciare l’amaro in bocca a chi vuole sottostare alle logiche di mercato, e non si vuole far sorprendere dall’imprevedibile, dimenticando come il cinema si possa fare anche come la casa di produzione Ierà e il suo regista Marco Righi.

Ispirato alla la figura dello scrittore correggese Pier Vittorio Tondelli, con una citazione da Altri Libertini ad aprire la pellicola, e ambientato nella provincia rurale emiliana dei primi anni ’80, il film racconta l’educazione sentimentale dell’adolescente Elia (Marco D’Agostin), che vive insieme a un padre (Maurizio Tabani) con una forte inclinazione ideologica al marxismo, una madre molto cattolica, l’anziana nonna e un fratello maggiore Samuele (Gian Marco Tavani), sempre in giro per l’Europa, ex settantasettino ora giornalista musicale. Protagonista maschile del film un esordiente, bolognese d’azione, Marco D’Agostin, e al suo fianco Lavinia Longhi, già vista in Sangue Pazzo di Giordana, che nel film veste i panni di Emilia, la ragazza venuta dalla città che sconvolgerà la  quotidianità di Elia.

Oltre all’Europa la pellicola sarà anche a Reggio Emilia (Cinema Rosebud) dove sta superando le quattro settimane di programmazione e a Ravenna (Cinema Teatro Astoria) dove invece la programmazione è stata prolungata di un’altra settimana. Per conoscere ogni uscita, date e orari ci sono il sito www.igiornidellavendemmia.it o la pagina facebook del film www.facebook.com/igiornidellavendemmia. Infine il regista, il protagonista maschile e la produttrice incontrano il pubblico venerdì 16 marzo all’Europa di via Pietralata a Bologna, prima e dopo la proiezione delle 20.20.