Digi G’Alessio, è un moniker beffardo e geniale, ben rappresentativo dell’uomo e del lavoro portato avanti dal fiorentino Cristiano Crisci, classe 1981. La sua ultima apparizione in città risale all’inverno scorso, in occasione dell’ultima ottima edizione di Homework. In quell’occasione aveva infiammato il dancefloor con uno dei suoi tipici live set sudatissimi in cui profonde un’energia contagiosa, dimenandosi come un dannato sulle macchine, la testa completamente rasata e lucida come una palla da biliardo a fare headbanging scatenato, come un inarrestabile metronomo cyborg.

Parlare di prolificità sarebbe riduttivo nel caso di Digi: visitando la sua pagina Bandcamp si trovano ben tredici pubblicazioni in download digitale uscite dal 2008 ad oggi – molte delle quali ascoltabili e scaricabili gratuitamente – e che toccano stilisticamente una gamma piuttosto ampia di soluzioni elettroniche. Occorre dire tuttavia che l’impronta più significativa ed attuale è forse quella di matrice wonky ed abstract hip-hop: basta ascoltare il suo nuovissimo “extended play”, Dogma 7, uscito il 12 luglio, per rendersi conto che siamo in linea con molte delle migliori produzioni anglosassoni nell’alveo del cosiddetto aquacrunk come Rustie, Joker e Zomby.

Digi G’Alessio terrà il suo show venerdì 29 luglio, al Parco della Montagnola di piazza VIII agosto. Si vocifera che potrebbero apparire da un momento all’altro anche Paura Lausini e Lucio Dallas.

Sempre venerdì 29 ma in un altro parco cittadino, quello di Villa Mazzacorati (via Toscana), nell’ambito della rassegna The Village 2011 (ingresso gratuito) si esibirà Suz, con la sua band, composta da Alessio “Manna” Argenteri (ex Casino Royale) al basso, Paolo “Puddu” Albano alla chitarra, Pecos alla batteria, Marianna “Sofa Queen” programming. Susanna La Polla è già da tempo un punto di riferimento nell’articolato panorama bolognese: nel suo background vi sono sia l’attività di giornalista musicale sia le collaborazioni e partecipazioni in veste di vocalist ai lavori di alcuni tra i più importanti artisti dei più disparati ambiti, dal raggamuffin (Lu Papa Ricky) al punk (i Sushi A La Suntory di Riccardo Pedrini, ex Nabat) passando per il funk in senso lato (Deda aka Katzuma, ex Sangue Misto) e molti altri ancora.

Un paio d’anni fa è uscito Shape of Fear and Bravery, disco d’esordio dell’autrice bolognese in cui convergono e vengono riplasmate diverse suggestioni: dal trip-hop del Wild Bunch alla canzone d’autore, dalle colonne sonore dei Goblin alle più recenti sembianze assunte dall’elettronica. In virtù soprattutto di parti vocali decisamente espressivi, l’album si è prestato alla perfezione per un lavoro di remix certamente azzeccato che ha visto all’opera diversi produttori italiani come ad esempio Ezra e TayOne, per citarne solo un paio, ma anche lo statunitense Thavius Beck, figura di spicco nell’ambito dell’hip-hop più avventuroso degli ultimi anni.

La novità è rappresentata dal fatto che nei prossimi mesi – durante l’autunno, se i tempi previsti verranno rispettati – vedrà la luce il secondo disco: tra le chicche trapelate Susanna La Polla ci riferisce della partecipazione di un ospite prestigioso come Kutmasta Kurt, il produttore americano che ha contribuito a forgiare alcuni dei migliori album del grande Kool Keith.

La voce di Suz è tra le più delicate, dolci, comunicative e particolari che possano carezzare i vostri timpani e dunque se non conoscete quest’artista l’occasione è propizia.

Sabato 30 luglio, sempre nel parco di Villa Mazzacorati sarà il turno di un’altra band cittadina, Ofelia Dorme, formatasi nel 2007 in seguito all’incontro tra Francesca Bono (voce, chitarra, tastiere) e Gianluca Modica (basso, chitarra) cui si sono successivamente aggiunti Tato Izzia e Michele Postpischl.

Due anni or sono il gruppo autoproduce il primo EP, Sometimes It’s Better To Wait, mentre soltanto pochi mesi fa pubblica il disco d’esordio, il CD All Harm Ends Here, che è possibile ascoltare integralmente sul sito web della band. Il lavoro si apre con un pezzo intitolato Paranoid Park, esplicito omaggio a Gus Van Sant: se in apertura, sullo sfondo, si fa strada una chitarra che evoca senza mezzi termini i Piano Magic ed i Mogwai, diversi altri sono i punti di riferimento che appaiono via via nel corso dell’album. Molte delle migliori espressioni dell’indie e del post-rock degli ultimi due decenni si possono cogliere tra le citazioni più o meno velate ed una voce ed un cantato che in più di una occasione richiamano alla mente inequivocabilmente Cat Power. Un disco nel complesso elegante, piacevole e raffinato: per questo auspichiamo che gli Ofelia Dorme possano trovare in futuro una via ancor più personale alla materia trattata.

L’ultima segnalazione, last but not least direbbero altrove, riguarda il concerto di sabato 30 luglio a Vicolo Bolognetti. Sul palco Katzuma, meglio noto come Deda (storico componente dei Sangue Misto, gli autori di SxM, uno dei dischi cardine dell’hip-hop italiano) con il suo ultimo progetto live: The Expanding Disco Machine è una band messa insieme lo scorso anno, composta da diversi elementi, che fonde sapientemente il funk, la disco e la house sotto la sua abile direzione.

Il moniker Katzuma associato a questo tipo di produzioni tra disco e funk risale al 2005, quando uscì il primo album intitolato Moonbooty. Nel corso degli anni sono arrivati anche Rituals of Life e Dr. Know, il terzo e più recente album, pubblicato durante il 2010. A breve uscirà in vinile un nuovo 12” davvero pregevole, Life In The City, che è già possibile ascoltare nella relativa pagina Soundcloud dell’artista.

Il pubblico del Bolognetti ha già assistito l’estate scorsa alla performance della Expanding Disco Machine, in occasione della seconda edizione di Original Cultures, e sarà ben lieto di onorare nuovamente la febbre del sabato sera insieme a Deda. Un consiglio: se a fine concerto volete offrirgli da bere ordinate una cedrata Tassoni.