“Bologna è una città che non ha ancora saputo superare il contrasto tra conservazione e innovazione. Contrasto che si esprime socialmente nel rapporto tra città degli studenti e città dei professori, fra cultura nel suo farsi e bene culturale. Così accade che le istituzioni culturali rifuggano la contemporaneità che è la maggior risorsa di cui la città dispone”. Con queste parole Mario Zanzani, direttore e fondatore lungimirante insieme a Massimo Simonini di AngelicA – Festival Internazionale di Musica, sognava una Bologna che apprezzasse la musica in quanto tale, una Bologna in grado di uscire dalla chioccia di una definizione musicale statica, per allargarsi a quella concezione di musica in divenire, capace ogni volta di superare sé stessa.

Bene, come capita spesso nelle favole a lieto fine, anche se favola non è, un pizzico di quel sogno sperato da Zanzani prima che la malattia lo portasse alla morte, sta diventando realtà. La musica contemporanea e di ricerca trova proprio a Bologna una casa, un centro dove musicisti, pubblico e operatori, potranno sperimentare, comporre, suonare, dando vita così ad una vera e propria fabbrica di idee.

Il complesso architettonico San Leonardo, grazie al bando istituito dal Comune di Bologna per la gestione degli spazi di via San Vitale 63-69 diverrà il luogo deputato ad ospitare una musica proteiforme e dove l’Associazione culturale Pierrot Lunaire cercherà di comunicare quella ricerca che nel suo farsi, in quella continua ridefinizione della propria essenza, diventa rinascimento.

In quest’atmosfera, tra innovazione e sperimentazione, è stato presentato questa mattina al teatro San Leonardo il nuovo progetto che farà di Bologna il primo centro italiano di ricerca musicale. Tante le persone che hanno voluto testimoniare l’inizio di una così originale iniziativa, primo fra tutti il sindaco Merola che si è detto “contento per un appuntamento importante, parte del futuro della città, perché Bologna è e sarà un centro di cultura aperto alla musica in tutte le sue forme”. Anche l’assessore alla cultura Ronchi ha sottolineato “l’importanza nel rilanciare le eccellenze della città e AngelicA insieme all’associazione Pierrot Lunaire, sono parte di questa eccellenza, che vedrà trasformato questo luogo in un’officina di progetti, di relazioni e magari, se i fondi si faranno più consistenti, anche di vere e proprie produzioni”.

Speranze che ben si fondono con l’orgoglio di chi in questo progetto ci ha sperato fin dall’inizio. “Siamo contenti di poter presentare oggi – ha affermato Massimo Simonini, direttore artistico di AngelicA – questa nuova avventura che vede la nascita del primo centro italiano dedicato alla ricerca musicale a 360 gradi. Dobbiamo però premettere fin da subito che quest’esperienza nasce con dei rischi, perché non sappiamo ancora quale sarà il nostro budget. Però siamo convinti come questa sia un’occasione unica per rispondere alle esigenze dei musicisti che vogliono creare, suonare, sperimentare. Per rendere ancora più fruibile questo luogo, a partire da giugno 2012 sono previsti dei lavori di ristrutturazione che termineranno nel febbraio 2012”.  Nei nuovi lavori si potrebbe creare al civico 69 di via San Vitale, ex studentato,  una sorta di foresteria per fare così del centro musicale di Bologna un polo attrattivo aperto anche a musicisti stranieri o provenienti da altre regioni d’Italia. Speranze che ben si fondono con i progetti polifonici e interculturali del cinema e della scrittura.

“Sarebbe bello – ha dichiarato Gianluca Farinelli, presidente della Cineteca di Bologna –   dare vita a delle collaborazioni con AngelicA, magari con la realizzazione di vere e proprie sonorizzazioni. Sono solo aspirazioni, nulla più, che vorremmo realizzare e che spero davvero, realizzeremo”. E se musica e cinema, uniti insieme, possono creare una sinergia unica, allo stesso modo scrittura e musica di ricerca originano piccoli capolavori. “E’ ormai un fatto comune – ha dichiarato Ermanno Cavazzoni, scrittore, sceneggiatore nonché docente all’Università di Bologna – ascoltare alcune letture con piccoli accompagnamenti che però, la maggior parte delle volte, si dimostrano cose un po’ appiccicate. Ecco, il mio desiderio è che in questo luogo, sperando che resti anche un po’ scalcinato come lo è ora, e non del tutto ristrutturato, si possa originare una fusione unica tra parola e strumenti musicali diversi, in modo da creare qualcosa di unico e non appiccicato”.

Sullo sfondo dunque dell’entusiasmo per la creazione di un centro di sperimentazione musicale senza precedenti nel panorama musicale italiano, si insinuano però anche le ombre dei finanziamenti che, purtroppo scarseggiano anche per quest’innovativo progetto. La Regione Emilia Romagna sarà il principale partner del nuovo progetto anche se in percentuale non ci sono dati precisi riguardo ai vari finanziamenti per il 2012. Facendo riferimento a quelli del 2011, si vedrà la contribuzione del Comune per 45mila e della Fondazione del Monte per 25mila. Pesano inoltre le cifre per la ristrutturazione del teatro che dovrebbero corrispondere ad una contribuzione di 300 mila euro circa della Regione  a cui si dovrebbe aggiungere poi una compartecipazione anche dell’amministrazione comunale di Bologna.

Appare dunque chiaro come il nuovo centro di musica di ricerca nasca sotto il segno di un work in progress che, come ha definito  Simonini “Si sta costruendo pezzo per pezzo”. Le prime tappe del nuovo centro di ricerca al San Leonardo inizieranno il 9, 10, 11 dicembre con ‘La ricerca della canzone”, fino ad arrivare al Piccolo Coro Angelico che vedrà i principali appuntamenti tra gennaio e giugno 2012. Insomma la strada per una musica diversa, innovativa, e in continuo divenire, sta iniziando a tracciarsi. per proiettare Bologna in un progetto dai contorni tutti innovativi.

Per maggiori informazioni: www.aaa-angelica.com