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Festival di Venezia 2018, Nuestro tiempo di Carlos Reygadas film immenso da cui è difficile uscire

Una sorta di esplorazione totalizzante del legame della coppia protagonista (interpretata dal regista e da sua moglie) che vedrà un epilogo dolorosissimo. La profondità d’analisi della coppia aperta è una ferita sanguinante e incancellabile

La strage di Utøya con gli occhi di Paul Greengrass: “Nel 2011 le frasi di Breivik fecero orrore, oggi sono mainstream”

Il regista: "Il mio non è un film sugli attacchi stessi ma soprattutto su quanto è successo dopo, ovvero su come la Norvegia ha combattuto per la democrazia diventando una fonte di ispirazione per tutti noi”

Festival di Venezia 2018, David Cronenberg Leone d’oro: tra l’elogio di Netflix e La Strada di Fellini

l regista canadese, Leone alla Carriera a Venezia 75, come sempre non lascia delusi. La sua masterclass, tenutasi al palazzo del cinema di fronte a più di duecento fan entusiasti, è stata la perorazione di una causa a senso unico: l’utilità e la modernità di Netflix. Poi il ricordo di quel cinema che proiettava il capolavoro del maestro italiano e da cui tutti uscivano piangendo

Venezia 75, Natalie Portman scintillante sul red carpet di Vox Lux. Gambe in bella mostra e trasparenze osé: le pagelle

Al Lido per promuovere il film Vox Lux, il premio Oscar Natalie Portman ci tiene a far sapere forte e chiaro che la star della Laguna, per una sera, è lei. E lo fa scintillando sul tappeto rosso in una creazione firmata Gucci

Venezia 75, anche la Mostra ha i suoi “scult”: Opera senza autore, Acusada e Tramonto

Bene bene. Anzi male. Malissimo. Anche al Festival arrivano film così. All’abbondante giro di boa di un Concorso che non aveva di certo deluso, ecco arrivare una sonora scarica di titoli da bocciatura senza appello. Eppure in due casi le prime opere dei due registi Florian Henckel von Donnersmarck (Le vite degli altri) e Laszlo Nemes (Il figlio di Saul) erano notevoli

Festival di Venezia 2018, Vox Lux: così nasce una stella da una strage e da un patto con il diavolo

Il fom è il secondo titolo da regista per il trentenne attore che interpretò per Haneke uno dei due sadici protagonisti di Funny Games. Un prologo nel 1999 e un paio di capitoli (2001, 2017) in un’America cupa e sinistra, ancorata ai tragici eventi di Columbine e dell’11 settembre 2001, durante i quali l’adolescente Celeste (Natalie Portman) rinasce strafottente star del pop dopo aver sfiorato la morte come vittima di una sparatoria scolastica. “First the money, second the show” 

Venezia 75, Luca Marinelli bello e tormentato come un eroe romantico in Ricordi?

Il film di Valerio Mieli, già regista dell'indimenticato Dieci inverni sua opera d'esordio, in concorso alle Giornate degli Autori sembra cucito addosso agli occhi grandi e al talento cristallino dell'attore romano

Venezia, Dafoe è Van Gogh. Schnabel cuce un sudario al febbrile, agitato, bipolare approccio alla vita e all’arte del pittore

At Eternity’s Gate fa il pieno di applausi (ma forse non di critica, vedremo) e si candida diretto per il Leone d’Oro 2018. L'attore statunitense dona però all'artista olandese uno sguardo quasi di bimbo, tremante e addolorato, estasiato e infinito, che senza esagerare troppo in parole e dialoghi fa commuovere

Venezia 75, La Profezia dell’Armadillo di Zerocalcare (senza Zerocalcare) finalmente al Lido

Nei panni di Zero c’è il volto bello di Simone Liberati (la rivelazione di Cuori puri), in quello dell’amico Secco il sorprendente Pietro Castellitto, con dei tempi comici perfetti. E poi tante star come Laura Morante quale mamma di Zero, Adriano Panatta in un cameo di esemplare comicità, Claudia Pandolfi come suora, Kasia Smutniak come operatrice ecologica

Festival di Venezia 2018, Emir Kusturica dedica un documentario a Pepe Mujica: un concentrato di magnetismo caratteriale da fare paura

“La sua personalità e il suo carattere sono l’argomento principale del film. Nell’epoca del feticismo degli oggetti, del capitalismo sfrenato, quest’uomo si taglia lo stipendio per i poveri e in cinque anni riduce la povertà del suo paese dal 25% al 9%”, spiega Kusturica in conferenza stampa
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Venezia 75, Una storia senza nome. Gassmann: “Leggendo il copione ne ho apprezzato la complessità non sempre di casa nel cinema italiano”
Venezia 2018, Del Toro: “Sono amico di Cuaron, ma non l’ho favorito. Ha vinto nove a zero”

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