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Nadia Somma e Mario De Maglie Nadia Somma e Mario De Maglie

Nadia Somma e Mario De Maglie

Presidente Centro antiviolenza Demetra - Psicologo psicoterapeuta

Nadia Somma

Sono counselor biosistemico nella relazione di aiuto con una laurea in lettere in tasca (….che resta in tasca) e da sempre coltivo il piacere della scrittura: ho lavorato dieci anni come pubblicista per alcuni quotidiani locali ed ho collaborato con La Voce. Ho conosciuto l’esistenza dei luoghi che accolgono donne vittime di maltrattamento mentre scrivevo un articolo sull’apertura di un centro antiviolenza nella mia città, le dita scivolavano sulla tastiera e mi domandavo se potessi fare qualcosa di più che scriverne. Da quel giorno sono trascorsi vent’anni durante i quali sono stata responsabile di una struttura di ospitalità per donne vittime di violenza e operatrice del centro antiviolenza di Ravenna. Dal 2005 sono presidente dell’associazione Demetra donne in aiuto di Lugo che aderisce all’ associazione nazionale D.i.Re – donne in rete contro la violenza. Lavoro quotidianamente sul problema del maltrattamento familiare con l’accoglienza alle molte donne che si rivolgono al Centro, scrivo e svolgo formazione ad operatori di enti professionali ed istituzionali.

Mario De Maglie

Originario di Manduria in Puglia, vivo ormai da tantissimi anni a Firenze, una città che mi ha accolto e visto crescere intellettualmente. Sono psicologo e psicoterapeuta dell’Approccio Centrato sulla Persona e dal 2009 coordino e sono operatore del Centro di Ascolto Uomini Maltrattanti (C.A.M.) di Firenze, il primo Centro in Italia che si occupa della presa in carico degli uomini che hanno agito/agiscono comportamenti violenti all’interno delle relazioni affettive. Le questioni riguardanti la violenza ed il genere sono alla base del mio lavoro e, all’interno del blog, cercherò semplicemente di parlare della mia esperienza e della mia personale visione rispetto a queste tematiche. La mia filosofia è che non esistono “mostri”, ma esistono sempre comunque e solo persone con le loro storie ed i loro problemi. Ho fiducia che se accolgo una persona senza giudicarla, ma comprendendola e dandole spazio di ascolto sincero, aumentano le possibilità che qualcosa cambi in positivo. Questo vale per gli uomini con cui lavoro, ma vale per ogni persona con cui mi posso trovare ad entrare in una relazione di aiuto. Come uomo spesso mi interrogo su cosa significhi esserlo e su come esserlo al meglio volgendo inevitabilmente lo sguardo al femminile per costruire un dialogo che faccia dei miei limiti e delle mie criticità nei suoi confronti un ponte e non una barriera.

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