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Scontri e danni durante il corteo pro Cospito, 28 anarchici a processo per devastazione

Nel procedimento si sono costituiti parte civile il ministero dell’Interno, il Comune di Torino, alcune banche e il Gruppo torinese trasporti
Scontri e danni durante il corteo pro Cospito, 28 anarchici a processo per devastazione
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A distanza di tre anni dai disordini e la protesta ventotto anarchici andranno a processo per le violenze scoppiate durante il corteo del 4 marzo 2023 a Torino organizzato per chiedere la liberazione di Alfredo Cospito, detenuto in regime di 41 bis. Gli imputati sono accusati a vario titolo di devastazione, resistenza e lesioni.

Secondo l’accusa avrebbero portato in piazza Solferino e lungo il percorso della manifestazione fumogeni, materiale esplodente e infiammabile, caschi, guanti e maschere antigas, oltre a scudi di plexiglass, mazze e martelli, con l’intento di scontrarsi con le forze dell’ordine. Gran parte del materiale, sequestrato dalla Digos, era nascosto all’interno di un furgone parcheggiato nei pressi del luogo di partenza del corteo.

Secondo la ricostruzione degli investigatori, quando i manifestanti sono arrivati ai giardini Lamarmora, alcuni anarchici si sarebbero travisati dietro un telone bianco, dopo avere acceso fumogeni e cambiato abiti per non essere riconosciuti. A quel punto si sarebbero disposti alla testa, al centro e in coda al corteo, dando inizio ai disordini.

Durante gli scontri furono danneggiate vetrine di negozi, venne imbrattata una chiesa e vennero danneggiate auto parcheggiate, con ingenti danni. Nel procedimento si sono costituiti parte civile il ministero dell’Interno, il Comune di Torino, alcune banche e il Gruppo torinese trasporti. La prima udienza del processo è fissata per l’11 novembre 2026. Titolare dell’inchiesta è il pubblico ministero Paolo Scafi.

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