“Tre persone cercavano di colpirmi con dei pugni" - 2/3
“I nostri collaboratori di Storie Italiane, insieme ad altri della Rai, sono stati aggrediti, accerchiati, intimiditi, mentre con grande professionalità seguivano gli sviluppi della strage di Crans-Montana”, ha spiegato la conduttrice, Eleonora Daniele, prima di mandare in onda le immagini dell’aggressione. I due giornalisti, insieme agli operatori di ripresa, infatti, si trovavano all’esterno di uno dei locali dei coniugi Moretti – gestori de Le Constellation e attualmente indagati per omicidio colposo dalla polizia elvetica – quando tre individui francofoni li hanno raggiunti: “Italiano di mer*a. No camera. È chiuso, andatevene via. Ogni giorno i giornalisti italiani, solo italiani, figli di (censurato, ndr). No inglesi, no francesi, solo italiani. Si, voi giornalisti italiani siete figli di (censurato, ndr)”, sono le parole attribuite a uno
dei presunti aggressori e inserite dal giornalista nel servizio.
“Sono arrivati questi tre soggetti con la musica molto alta e con fare minaccioso si sono messi a filmare in faccia tutti i presenti come a dire: ‘Noi sappiamo chi siete adesso’”, racconta, invece, Politi in collegamento con Daniele. Dopo un primo momento di tensione, la situazione sembra calmarsi, spiega il giornalista, che decide quindi di parlare con loro per
chiedere maggiori informazioni: “Mi sono avvicinato a uno che era un pochino più tranquillo, era sereno e collaborativo, mi stava spiegando che erano dipendenti dell’azienda: lavoravano per Moretti. Non mi ero reso conto che erano arrivate altre 7-8 persone, uno mi dà un pugno sulle mani che mi fa cadere il microfono, e comincia a insultarmi e ad aggredirmi. Il ragazzo con il quale parlavo nella massima serenità lo tratteneva perché cercava di colpirmi”, aggiunge ancora l’inviato. Nel frattempo, il collega Marocchi viene spintonato contro la macchina”, dove si trovavano gli operatori di ripresa: “Pensavamo fossero al sicuro”, commenta amareggiato Politi.
“Tutta la macchina era circondata, c’erano tre persone attorno a me che cercavano di colpirmi con dei pugni. Fortunatamente c’erano altri che li tenevano. Riesco quindi a saltare in auto. C’è stata una escalation di violenza immotivata”, precisa. Una volta in macchina, spiega ancora il giornalista, è continuato il tentativo di aggressione: “Noi chiudiamo la portiera e loro cercano di forzarla, rompendo il vetro a pugni per tirarci fuori. È qualcosa di inaccettabile. Siamo andati oltre, se qualcuno fosse inciampato finiva davvero male”.
Stando a quanto racconta Politi, l’aggressione sarebbe stata già denunciata da Marocchi alle autorità competenti. Il giornalista ha spiegato che “alcuni di loro sarebbero dipendenti dell’indagato, loro stessi me lo hanno confermato. Non so se gli altri – che sono arrivati dopo – sono dipendenti, amici di Moretti o altro”, aggiunge. Oltre alla violenza subita, l’inviato rivela un altro episodio avvenuto dopo l’aggressione, quando insieme ai suoi colleghi stava montando il servizio da inviare alla trasmissione Rai: “Chiediamo una conferma sulla nostra traduzione a un cameriere svizzero che parlava anche italiano. Quando lo vede ci dice: ‘Ah, ma siete voi quelli dell’aggressione?’ con un ghigno. Noi gli diciamo di sì e lui fondamentalmente ci accusa, dice che loro sono bravi ragazzi e che eravamo noi giornalisti a volere queste reazioni. Io gli ho detto che questi sono delinquenti e lui mi ha risposto: ‘Guarda che non siamo mica a Napoli, qua siamo in Svizzera’, ridendo, e se ne è andato. Mi ha lasciato senza parole”, conclude Politi.