Il mondo FQ

Statali, anche in aprile stipendi tagliati di 100 euro: software non aggiornati con le nuove norme sul cuneo fiscale

Il portale NoiPa ha corretto solo in parte il pasticcio avvenuto nel cedolino di marzo, in cui mancavano sia i bonus fiscali sia gli effetti del rinnovo contrattuale per gli statali
Statali, anche in aprile stipendi tagliati di 100 euro: software non aggiornati con le nuove norme sul cuneo fiscale
Icona dei commenti Commenti

Anche ad aprile gli stipendi dei lavoratori statali italiani saranno più bassi di quelli dovuti. Il governo, infatti, non è ancora in grado di assicurare che saranno applicate le novità relative al cuneo fiscale, cioè i bonus e le detrazioni che hanno sostituito gli sconti contributivi in vigore nel 2024. Con il risultato che le buste paga saranno inferiori di circa 100 euro netti rispetto a come sarebbero se la pubblica amministrazione aggiornasse i software con le nuove norme fiscali. Il portale NoiPa, piattaforma del Mef per la gestione del personale pubblico, ha diffuso un comunicato in cui si impegna a garantire gli arretrati per il ritardo del rinnovo del contratto nazionale, ma non fa menzione al nuovo cuneo. Quindi ha corretto solo in parte il pasticcio avvenuto nel cedolino di marzo, in cui mancavano sia i bonus fiscali sia gli effetti del rinnovo contrattuale.

Bisogna ricordare in premessa che il contratto nazionale del pubblico impiego è scaduto praticamente per tutte le categorie. Solo i lavoratori statali in senso stretto – ministeri e agenzie nazionali – hanno firmato il rinnovo per il triennio 2022-2024 a novembre, malgrado la contrarietà delle sigle del pubblico impiego di Cgil, Uil e Usb. Per questi casi esiste però un meccanismo chiamato “indennità di vacanza contrattuale”, un sistema di adeguamento automatico delle buste paga dei pubblici dipendenti. Nel frattempo, la legge di Bilancio per il 2025 ha eliminato lo sconto contributivo per tutti i lavoratori dipendenti e lo ha sostituito con un bonus Irpef, tentando di ottenere lo stesso risultato in termini numerici (ma in realtà un milione di lavoratori subirà una perdita in busta paga).

Considerando questi due elementi, i lavoratori statali avrebbero dovuto vedere già nella busta paga di marzo una serie di voci che avrebbero dovuto rendere più ricco il cedolino: gli effetti degli aumenti, gli arretrati e il nuovo cuneo fiscale a compensare la perdita della decontribuzione. Gli altri lavoratori pubblici, pur non potendosi aspettare aumenti per via del mancato rinnovo del contratto collettivo, avrebbero invece dovuto vedere quantomeno gli effetti del nuovo cuneo fiscale. Invece l’unica novità è stata la rimozione dello sconto contributivo; per tutti gli altri elementi il governo non è riuscito ancora a effettuare gli aggiornamenti. La beffa, quindi, si è tradotta in uno stipendio ben più magro. NoiPa aveva assicurato sul fatto che il disagio sarebbe durato solo un altro mese, ma così non è stato. Infatti per aprile, come abbiamo visto, è stata messa una pezza solo al problema della mancanza dell’indennità di vacanza contrattuale e di altre indennità che erano saltate, senza però garantire l’applicazione del nuovo cuneo fiscale.

Il problema coinvolge una buona parte dei lavoratori pubblici pagati tramite NoiPa. A protestare, infatti, è anche la Flc Cgil, sigla che riunisce chi lavora nella scuola e nella ricerca: “Con il cedolino del mese di aprile – si legge in una nota del sindacato – un consistente numero di lavoratori della scuola e dell’Afam, pagati tramite Noipa, si vedrà ridotto il netto in busta paga anche di oltre 100 euro netti, senza alcuna spiegazione da parte dell’ente pagatore”.

Sullo sfondo resta il problema del mancato rinnovo del contratto. A parte quello degli statali, rinnovato con aumenti inferiori al 6%, a fronte di un’inflazione che nel triennio è stata pari a quasi il 17%, gli altri comparti non sono ancora stati rinnovati. Il motivo è che le sigle del pubblico impiego di Cgil e Uil si oppongono e chiedono incrementi più sostanziosi (nel caso delle funzioni centrali la maggioranza è stata raggiunta solo con la Cisl e altri sindacati). Tirate le somme, le inefficienze della pa fanno che i salari anziché salire si abbassino, non solo in termini di potere d’acquisto, ma addirittura a livello nominale.

Gentile lettore, la pubblicazione dei commenti è sospesa dalle 20 alle 9, i commenti per ogni articolo saranno chiusi dopo 72 ore, il massimo di caratteri consentito per ogni messaggio è di 1.500 e ogni utente può postare al massimo 150 commenti alla settimana. Abbiamo deciso di impostare questi limiti per migliorare la qualità del dibattito. È necessario attenersi Termini e Condizioni di utilizzo del sito (in particolare punti 3 e 5): evitare gli insulti, le accuse senza fondamento e mantenersi in tema con la discussione. I commenti saranno pubblicati dopo essere stati letti e approvati, ad eccezione di quelli pubblicati dagli utenti in white list (vedere il punto 3 della nostra policy). Infine non è consentito accedere al servizio tramite account multipli. Vi preghiamo di segnalare eventuali problemi tecnici al nostro supporto tecnico La Redazione