“In seconda media ero 1 metro e 50 e pesavo 82 chili. Adesso ne peso 76 e sono 1 e 82… Ho anche saltato qualche mese di scuola perché non volevo farmi vedere: ero in carrozzina per un problema a un ginocchio. Quell’estate ho iniziato a mangiare bene, sono arrivati gli ormoni che mi hanno fatto crescere in terza, quando ho iniziato a piacere alle ragazzine, pensavo mi prendessero in giro”. A confidarlo è Tananai, il giovane cantante idolo del momento, che – in una lunga intervista al Corriere della Sera, si è raccontato a cuore aperto, rivelando retroscena e aneddoti inediti sul suo privato e sulla sua vita “prima” di Sanremo 2022, quando ancora la sua carriera non era decollata. “Sono nato a Milano l’8 maggio 1995 e cresciuto a Cologno Monzese – racconta il giovane, all’anagrafe Alberto Cotta Ramusino -. Fino a che con non ho avuto il motorino, che con un amico usavo per arrivare a San Babila, la metropoli sembrava distante. La mia è stata una vita di periferia tranquilla, senza problemi. Al massimo qualche battuta tipo ‘ciccione’ e qualche spintone quando ero un ragazzino obeso. Non direi bullismo, anzi, nulla in confronto ai tweet di Sanremo”.

Al Festival si è classificato ultimo ma il suo brano “Sesso occasionale” è diventato subito un tormentone in radio e ha scalato le classifiche degli streaming, le stesse che ora lo vedono in vetta assieme a Fedez e Mara Sattei con la hit estiva “La Dolce Vita“. “Se rifarei Sanremo? Quello che ho fatto sì. Un altro dipende dalla canzone. Non ci puoi andare solo per ma manie di protagonismo, altrimenti è come con la droga, a un certo punto finisce”, ha detto. Quindi ha rivelato il significato del suo nome d’arte: “Mio nonno Pino ci aveva azzeccato. Sono ancora un tananai (termine dialettale in uso nel Nord Italia per indicare dei bambini particolarmente vivaci, ndr). Mi chiamava così, non ero un tranquillo, facevo sempre suonare i bicchieri con le forchette. È morto quando avevo 7 anni, il nome d’arte è un omaggio all’unico in famiglia che non sono riuscito a stressare con la mia musica“.

Il cantante 27enne ha parlato anche del suo rapporto con l’amore: “Non ho fretta di crescere o l’ansia di raggiungere una condizione – ha confidato ancora -. Quando a 20 anni sono uscito di casa, sono andato subito a convivere con una ragazza. Ho fatto una cazzata. Quando è finita dopo due anni e mezzo ho scritto ‘Giugno’, un brano triste. È la canzone che mi ha fatto capire che scrivere è un mezzo di espressione, è terapeutico”. Infine, un ricordo delle storie passate, di una in particolare, passa anche attraverso una canzone, “Estate” dei Negramaro: “Mi ricorda la prima volta che mi sono innamorato da ragazzino e anche il primo palo… Ero sul lago di Garda, lei si chiamava Sofia. Non avevo mai provato quella sensazione e ogni volta che sentivo e sento quella canzone tornano le farfalle nello stomaco“.

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