“Gloria all’Ucraina. Non ricordo quale giorno della guerra sia e la gente sta morendo, chi per i proiettili, chi per la fame. I feriti muoiono per mancanza di medicine e per le condizioni orribili. Non abbiamo tempo e non so se ho un domani. Sono un tartaro di Crimea, discendente di Gireys, musulmano. Prima dell’invasione ho ricevuto una formazione medica. Ora aiuto i feriti ad Azovstal. Prima della guerra non ho mai visto la morte. Ho lavorato in ambulanza, ho sempre aiutato le persone in ogni modo possibile, ma qui mi addolora vedere persone che muoiono tra le mie mani per ferite purulente solo perché nel 2022 non ci sono antibiotici. Siamo costantemente bombardati da aria, mare e terra. Vi prego di evacuare tutti, compresi i soldati, dal territorio di Azovstal. Fermate l’incubo”. Così un medico che aiuta i feriti nell’acciaieria Azovstal, a Mariupol in Ucraina.

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9 maggio, da Giornata della Vittoria a “giorno del giudizio” e della sconfitta di noi europei

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