I trolley, gli zaini, la gabbietta in plastica di un animale domestico. È tutto rimasto sull’asfalto accanto ai loro corpi straziati. Stavano fuggendo dopo l’invasione russa quando un colpo di mortaio, è esploso a pochi passi da loro, mentre cercavano di abbandonare Irpin, nella regione di Kiev, durante l’evacuazione. Papà, mamma e due figli, un maschio e una femmina, centrati in pieno.

Sono morti in tre, secondo quanto testimoniato dalle foto scattate dai reporter dell’Associated Press, Diego Herrera Carcedo e Andriy Dubchak, e come riporta anche l’inviata del New York Times, Lynsey Addario. Gli scatti di Carcedo e Dubchak, che decidiamo di pubblicare perché testimoniano in maniera plastica quanto avvenuto a Irpin, mostrano i corpi stesi a terra in strada e sul marciapiede, vicino ai bagagli.

L’esplosione è avvenuta a un checkpoint per l’evacuazione dei civili, bombardato domenica mattina. Sul posto c’erano diverse troupe internazionali che stavano realizzando un servizio e hanno ripreso la scena. Stando a quanto riferito dal sindaco di Irpin Oleksandr Markushin, citato dal The Kyiv Independent, sono almeno 8 le vittime dell’attacco russo, tra cui due bambini.

“Con la retorica del Cremlino sempre più feroce e la sospensione della tregua dai combattimenti, le truppe russe hanno continuato a bombardare le città circondate e il numero di ucraini costretti a lasciare il loro paese è cresciuto fino a oltre 1,4 milioni”, sottolinea l’Associated Press accompagnando il servizio fotografico che testimonia l’attacco al checkpoint durante l’evacuazione.

Dubchak ha diffuso anche il video dell’attacco, commentando: “Questo non è un esercito – il suo commento – Questi sono solo assassini. Nel video e nella foto, le truppe russe colpiscono di proposito i civili che cercano di uscire da Irpin. Questo è un dato di fatto! Questo è solo un fatto documentato! Una donna, un ragazzo, una adolescente è morta davanti ai miei occhi, un uomo è rimasto gravemente ferito. Probabilmente era un’intera famiglia”.

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