Fermi dentro le ambulanze per quasi 12 ore. I soccorritori del 118, esasperati dalla lunga attesa di fronte al pronto soccorso dell’ospedale Cervello di Palermo, nel tardo pomeriggio del 5 gennaio, hanno inscenato una protesta, iniziando a suonare il clacson delle ambulanze. Da mezzogiorno in fila fino all’accumulo di 15 mezzi uno dietro l’altro. Una situazione finalmente sbloccata solo alle 23.30, quando il 118 ha montato una tenda da campo di fronte al Pronto soccorso, creando nuovi posti letto e liberando così le ambulanze. E altre due tende simili sono in fase di montaggio di fronte all’ospedale Civico e al Buccheri La Fera, sempre a Palermo.

La variante Omicron manda in tilt la sanità palermitana, ritornano scene che ricordano le prime ondate della pandemia e che nel capoluogo siciliano non si erano mai verificate prima d’ora (ambulanze in fila si erano viste invece durante la seconda ondata a Partinico, sempre in provincia di Palermo). Il numero dei contagi in Sicilia, d’altronde, cresce vertiginosamente di giorno in giorno, con numeri da record. Mercoledì, a Messina, provincia con il primato di persone non vaccinate, ci sono stati 1.491 nuovi contagi: mai così tanti da inizio pandemia. Altissimo anche il numero di contagi nel palermitano con 1.220 nuovi positivi. Un vero e proprio picco in Sicilia, passata in zona gialla da lunedì e con il passaggio in arancione alle porte: “Se si va avanti così l’arancione sarà inevitabile”, aveva detto il presidente della Regione, Nello Musumeci, lo scorso martedì. Nelle scorse settimane gli hub per i tamponi in tutta la Sicilia erano stati letteralmente presi d’assalto. Lunghissime file che hanno creato perfino problemi di viabilità in alcune città.

Mentre il tracciamento dei positivi è completamente saltato. Difficoltà ammesse dallo stesso assessore alla Salute siciliano Ruggero Razza (ormai noto per l’indagine sulla contraffazione dei dati Covid, in particolare per l’intercettazione in cui diceva del numero dei morti “spalmiamoli un poco”): “Mi rendo conto che si siano accumulati ritardi nelle comunicazioni e qualche disservizio di troppo. Me ne scuso e posso confermare che già da questa mattina il servizio drive-in per i tamponi è stato più che potenziato, con l’apertura di nuovi centri in tutta la Sicilia – aveva detto Razza lo scorso 3 gennaio – Allo stesso modo le nove aziende provinciali sono impegnate nel recuperare il ciclo comunicativo, reso più lento anche per effetto dei giorni di festa”.

Una situazione fuori controllo che ha messo in sofferenza gli ospedali: “Ce lo aspettavamo. Sapevamo che il picco sarebbe arrivato tra il 5 e il 6 gennaio, ovvero a circa 5 giorni di distanza dal Capodanno”, alza le spalle Tiziana Maniscalchi, primaria del pronto soccorso del Cervello, dove mercoledì si era accumulata la fila di ambulanze. Maniscalchi, da poco insignita del titolo di cavaliere dal presidente Mattarella per il lavoro svolto durante l’emergenza Covid, si era sfogata negli scorsi giorni con un post su Facebook: “È veramente un peccato suicidarsi così – aveva scritto riferendosi ai No vax – È un peccato sfibrare il nostro sistema sanitario per logiche irrazionali. Già quasi 200 ricoverati all’ospedale Cervello”.

“Ribadisco, era prevedibilissimo viste le feste e la maggiore contagiosità della variante Omicron”, insiste Maniscalchi, solo pochi giorni dopo, parlando con Ilfattoquotidiano.it. Tutta colpa dei non vaccinati? “In questo momento la percentuale tra non vaccinati e vaccinati è di circa il 50 per cento, ma i vaccinati sono l’85 per cento, perciò è inevitabile l’effetto paradosso: ovvero, i vaccinati sono molti di più. La grande differenza, che risalta moltissimo, è nell’espressione della malattia, che è completamente diversa: i vaccinati li mandiamo a casa. Soprattutto se consideriamo gli under 50, la differenza tra non vaccinati e vaccinati è davvero lampante”.

Una situazione fuori controllo, ma Maniscalchi non si perde d’animo: “Non si può. Dobbiamo affrontare la situazione e lo faremo. Stiamo lavorando senza sosta, non esistono turni, giorni, notti: siamo tutti qua. In questo momento abbiamo 60-70 accessi al giorno, numeri che finora non avevamo mai visto. Mi auguro che questo sia il picco, ma sapremo se lo è solo vedendo il plateau, ovvero lo stesso numero di accessi per 48 ore. Andiamo avanti con la speranza che domani ne arriveranno meno di oggi”. Nel frattempo il reparto di Ostetricia e Ginecologia è stato riconvertito per l’emergenza Covid. E altri reparti di altri ospedali potrebbero a breve destinati alla cura dei contagiati dal virus.

Una situazione critica che infiamma le opposizioni. Luigi Sunseri, esponente del M5s, punta il dito contro la “ormai cronica incapacità del governo regionale di gestire questa emergenza. Negli ultimi due anni abbiamo visto di tutto: pazienti lasciati per giorni nei corridoi dei pronto soccorso, ambulanze in coda davanti agli ospedali Covid in attesa di un posto libero, che probabilmente non ci sarà, pareti in cartongesso costruite in fretta e furia, nottetempo, per provare a creare spazi idonei per i malati Covid, cittadini sommersi dai rifiuti speciali, per oltre 20 giorni, nelle proprie abitazioni. Un totale fallimento della sanità regionale. Accompagnato dal pressappochismo di chi dovrebbe garantire la nostra salute”.

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