La politica italiana regala spesso scene surreali, ma da quando sono nati i 5 Stelle il surreale ha lasciato il posto alla farsa. L’elettore medio ha poco tempo per approfondire e analizzare le notizie che accadono di giorno in giorno ed è per questo che, grazie alle vicende e alle frenetiche contraddizioni dei grillini, possono avvenire episodi di grande ilarità.

Un elettore grillino distratto ma duro e puro era rimasto al duetto comico di Alessandro Di Battista e Luigi Di Maio, quelli che subito dopo le elezioni politiche avevano chiesto lo stato di accusa contro il Presidente Mattarella, che avevano fatto la diretta Facebook durante il loro viaggio a Parigi per incontrare i leader dei Gilet Gialli, che avevano messo a ferro e fuoco la Francia per protestare contro Macron. Quelli che volevano uscire dall’Euro e dall’Europa; quelli che avevano fatto il governo con la Lega sovranista e di ultra destra.

Insomma, questo vecchio elettore grillino era da un po’ che non guardava la televisione: votava 5 Stelle perché amava il vaffanculo ai partiti, alla casta, al Pd e perché urlavano niente soldi pubblici ai partiti, niente terzo mandato in politica, niente alleanze, niente trasmissioni tv. Amava gli insulti contro il partito di Bibbiano, contro le cooperative rosse, contro Berlusconi e amava lo slogan “niente politica nella Rai”, niente lottizzazioni, niente indagati nelle liste. Impazziva quando il duetto comico diceva mai più non eletti come Presidente del Consiglio e andava in estasi quando partecipava al fango quotidiano e all’odio social contro il nemico di turno.

Questo elettore grillino si riconosceva nel suo modo di essere duro e puro.

Fatto sta che l’altro giorno ha avuto il brutto pensiero di guardare il Tg1: era felice ogni tanto di guardarlo, diretto da un uomo scelto da Grillo, che elogiava la magnificenza del Movimento 5 Stelle. L’elettore stava cenando e a un certo punto parte il servizio sull’accordo tra Italia e Francia, chiamato del Quirinale. L’elettore grillino a un certo punto sbianca e impallidisce: sulla tv vede Draghi insieme a Macron e a Mattarella e, dietro ad applaudire, Di Maio.

A un certo punto rischia l’infarto quando sente Di Maio dire: “Voterei per Macron se fossi in Francia”. La ragazza dell’elettore grillino chiama l’ambulanza: “Correte, il mio compagno è svenuto”. Dopo qualche giorno il ragazzo si riprende e crede di aver avuto allucinazioni. A questo punto decide di approfondire e studiare un pochino. Inizia a guardare a ritroso gli eventi trascorsi e vede che oggi sono in corso le votazioni sulla nuova piattaforma grillina per accedere al due per mille ai partiti.

Si lascia andare a un insulto secco: “Ma caz… non eravamo contro il finanziamento pubblico ai partiti?”. Si chiede. “Va beh, sarà successo qualcosa”, pensa. Continua a guardare a ritroso e legge: “Il Movimento 5 Stelle alleato strutturale del Pd”. A questo punto esplode il vaffanculo. Non è possibile. Inizia velocemente a ricercare tutto sul web e si aprono una serie di notizie che lo rendono cianotico: 5 Stelle con Draghi, 5 Stelle insieme a Berlusconi nel governo Draghi, i gillini nel partito socialista europeo. Dichiarazioni di Zingaretti del tenore: “Conte il punto di riferimento dei progressisti”.

Poi vede le notizie su Giuseppe Conte e non capisce chi cavolo è. Cerca ovunque e vede che non è eletto da nessuna parte: vede che Conte è stato premier con Salvini, con Berlusconi, Letta e i sette nani, che è il nuovo leader dei 5 Stelle, che Casaleggio forse non c’è più. Vede che Grillo non fa nemmeno più ridere.

Insomma, il povero vecchio e distratto grillino della prima ora ha una crisi di panico e a un certo punto realizza: mi hanno preso per il culo, sono nato grillino sono morto piddino.

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