“Non c’è alcun giovane che abbia voglia di lavorare durante la stagione estiva. E non è vero che si offrono contratti bassi, un ragazzo che lavora al Twiga ha uno stipendio minimo di 1.800 o 1.900 euro al mese. Il reddito di cittadinanza andava sospeso per i 4 mesi estivi”. Per attaccare il Reddito, Flavio Briatore continua a sostenere di aver avuto grosse difficoltà a trovare lavoratori in questi mesi. E che questa voglia di divano sia più forte anche di possibilità di guadagno superiori e allettanti rispetto al sussidio. Stipendi. Eppure, oltre a ‘rimbalzare’ anche noi de ilfattoquotidiano.it, quando lo scorso giugno ci siamo presentati nelle vesti di ‘aspiranti stagionali’, le associazioni di categoria e i centri per l’impiego non risultano a conoscenza di spasmodiche ricerche di personale da parte del Twiga.

“Avrebbero dovuto sospendere il Reddito per la stagione estiva, per lasciare che i ragazzi lavorassero” scandisce l’imprenditore all’Adnkronos nel rivendicare, per l’ennesima volta, la sua contrarietà a qualsiasi sussidio che non sia rivolto alla categoria dei super-ricchi. Una posizione, quella di Briatore, ben rappresentativa di quel “populismo delle élite” che non perde occasione per attaccare con particolare rancore strumenti di sostegno al reddito che potrebbero, in linea teorica, intaccare lievemente la libertà assoluta delle aziende di disporre della precarietà della forza lavoro.

Sebbene non stupisca più di tanto che opinioni di questo genere (in palese contraddizione con i dati di realtà) vengano riproposte da esponenti politici delle destre come Giorgia Meloni, Matteo Salvini o dall’ideologo di Italia Viva Matteo Renzi, ascoltando la testimonianza di un imprenditore che si trova nella circostanza di non trovare personale da assumere per la stagione estiva, si potrebbe correre il rischio di credergli. D’altra parte la ripetizione è un semplice ma potente mezzo di persuasione, e nel caso di Briatore questo psicodramma della difficoltà a trovare dipendenti (a causa del reddito di cittadinanza) va avanti almeno dallo scorso giugno.

Proprio tre mesi fa, mentre sul Giornale il proprietario del Twiga dichiarava di non riuscire a trovare stagionali nonostante offrisse stipendi tra 1.500 e 2.000 euro, ilfattoquotidiano.it pubblicava la prima puntata dell’inchiesta sulle reali offerte di lavoro che venivano proposte agli aspiranti stagionali. Dopo il primo reportage dalla riviera romagnola, stavamo battendo palmo a palmo tutti gli stabilimenti della Versilia, per comprendere le ragioni della diffusamente millantata mancanza di lavoratori.

Nonostante la stagione turistica fosse appena iniziata, la realtà si discostava molto dalla propaganda: trovare stabilimenti in cerca di personale a giugno è sempre stata ed è un’impresa ardua, restano ‘libere’ quasi esclusivamente posizioni irregolari o mal pagate, con compensi tra 700 e mille euro per 12 ore di lavoro. Così, tra uno stabilimento e l’altro, siamo passati anche al Twiga (esattamente in data 19 giugno, quattro giorni prima delle dichiarazioni di Briatore pubblicate da Il Giornale, ndr). Non facciamo quasi a tempo a varcare la soglia dello stabilimento che un gentilissimo collaboratore stronca sul nascere le nostre velleità da lavoratori stagionali: “Qui non serve personale, ormai è tardi, bisogna muoversi prima”. La risposta ci era parsa ragionevole, uno sguardo all’insegna con l’enorme giraffa ed eravamo già a cercare un’opportunità lavorativa allo stabilimento successivo.

Venendo ora a sapere del perdurare delle difficoltà di Briatore nel trovare lavoratori, ci sorge il dubbio di essere stati solo sfortunati, di avere parlato con una persona non informata della estrema difficoltà nella quale versava il locale, piegata nella ricerca di personale dalla spregiudicata concorrenza che può fare un assegno mensile, come quello del reddito di cittadinanza, che non supera i 780 euro, e nella maggior parte dei casi si attesta su cifre ben più basse.

I primi luoghi dove consigliano di andare ai “candidati lavoratori stagionali” sono le associazioni che riuniscono i balneari. Per questo, per provare a capire qualcosa di più su questa estenuante e vana ricerca di dipendenti, sentiamo l’”Unione proprietari bagni”, che riunisce i 99 stabilimenti di Forte dei Marmi: “Il Twiga è a Marina di Pietrasanta – precisa subito il presidente Martino Barberi – quindi non posso dirti con precisione la loro situazione. Di certo, per quanto ci riguarda, la stagione è andata alla grande e nessuno di noi ha avuto alcun problema a trovare personale. Qui il 90% del personale viene confermato ogni anno, c’è poi una quota, marginale, di personale chiamate per coprire i periodi più caldi”. Ma il reddito di cittadinanza può aver creato problemi? “Forse qualcuno può avere riscontrato alcune difficoltà a trovare rincalzi, ma i sussidi non c’entrano nulla: semplicemente la stagione è andata così bene, in trend con gli anni precedenti, che abbiamo dovuto tutti assumere più personale, mentre il numero dei candidati è resta sempre più o meno quello”.

La tesi del presidente dell’associazione balneari è suffragata dai dati Inps della provincia di Lucca, dove il turismo balneare della Versilia trascina l’occupazione estiva: “Nel maggio 2019 erano stati assunti intorno ai 3.000 stagionali – ci mostra la segretaria Filcams Cgil Sabina Bigazzi – nello stesso mese, quest’anno, i contratti sono stati oltre 6.000. Le assunzioni sono raddoppiate, tralasciando il fatto che i dati si riferiscono solo alle assunzioni ‘in chiaro’, in un settore dove il lavoro nero dilaga, come dimostrano puntualmente i resoconti dell’ispettorato del lavoro”.

Proviamo a chiedere anche al Consorzio Mare Versilia di Marina di Pietrasanta, riunisce 110 stabilimenti tra i quali quello di Flavio Briatore: “Quest’anno la stagione è andata oltre le migliori aspettative – esordisce il presidente del consorzio Francesco Verona, confermando la visione del collega di Forte dei Marmi – Chi ha problemi a trovare rinforzi per aumentare il personale in genere si rivolge a noi, perché riceviamo molti curriculum, se uno stabilimento cerca in genere da noi trova”. Nessuno qui ricorda di aver visto i responsabili del Twiga cercare dipendenti da assumere, che siano tra quelle lodevoli attività imprenditoriali che, per cercare lavoratori, si rivolgono ai Centri per l’impiego? Magari il rancore verso questo sussidio nasce dal fatto che hanno davvero ricevuto dinieghi proprio da chi percepisce il reddito.

Sentiamo Romina Nanni, dirigente dei centri per l’impiego delle province di Lucca e Pistoia: “I percettori di reddito di cittadinanza sono per due terzi persone in condizioni di grave fragilità, difficilmente occupabili sul mercato del lavoro – ci spiega – eppure non è affatto raro che le aziende ci contattino per inserire le loro offerte nel portale Toscana Lavoro, e noi incrociamo costantemente i profili delle persone che seguiamo con le posizioni aperte”. Attualmente le offerte di lavoro in Versilia presenti sul sito Toscana Lavoro sono 61, di queste solo tre riguardano l’ambito turistico: “Sono poche perché siamo a fine stagione e soprattutto perché tutti i posti di lavoro appetibili vengono rapidamente ricoperti, non solo da percettori del reddito ma soprattutto da disoccupati che sono nelle nostre liste o giovani che si affacciano al mondo del lavoro. Il servizio è molto trasparente, permette di vedere i riferimenti delle aziende che cercano personale, la proposta contrattuale e altri dettagli”.

Consultiamo la piattaforma, tutte le proposte di lavoro offerte a chi riceve il reddito di cittadinanza passano da qui. Eppure non troviamo il Twiga tra le aziende che hanno usufruito del servizio, proprio come se non avesse mai fatto richiesta. “Ovviamente non posso pronunciarmi sul caso specifico – commenta Romina Nanni – di certo non sarebbe la prima volta che ci capita di leggere esternazioni di imprenditori che lamentano di non trovare dipendenti prima ancora di rivolgersi a noi”. Insomma, non è chiaro se davvero Briatore e i suoi “molti colleghi imprenditori” abbiano davvero faticato a trovare lavoratori stagionali o è solo uno sfogo per contestare la misura di sostegno al reddito, tuttavia ci permettiamo di suggerirgli una prima, semplice, strategia per trovare candidati: cercarli.

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