“Contrasto al gioco d’azzardo patologico […] determinare i parametri di distanze minime di sicurezza […] che devono necessariamente intercorrere tra le aree sensibili e le installazioni dei nuovi apparecchi per il gioco d’azzardo e di quelli già in uso”: così un intero paragrafo nel programma elettorale della candidata Presidente del Movimento 5 Stelle, Roberta Lombardi, alle elezioni regionali del 2018 invocava misure più stringenti per escludere le slot machine e altri apparecchi dalla vicinanza di scuole, ospedali, centri anziani.

Ma anche nel programma del ricandidato Presidente Nicola Zingaretti del Partito democratico si prometteva un “Testo unico contro le mafie, per la promozione della legalità” che “disciplinerà nuove modalità di prevenzione e contrasto a partire dalle tre leggi regionali esistenti su sicurezza, usura e gioco d’azzardo”. Nel 2020 sono state poi effettivamente approvate delle misure più restrittive, tra le quali appunto il divieto di slot, videolottery e similari da bar, tabaccherie e locali compresi nel raggio di 500 metri da luoghi sensibili, che dovrebbe scattare il 1 settembre 2021. Un provvedimento sacrosanto, raccomandato dagli esperti, la cui efficacia si è potuta constatare durante il lockdown, quando molte persone affette da Gap (Gioco d’Azzardo Patologico) si sono forzatamente disintossicate, come dimostrano studi e analisi.

Un’opportunità che troverebbe un virtuoso prosieguo con l’applicazione della legge regionale, se non fosse che dopo la manifestazione dei rappresentanti degli operatori del settore e le pressanti richieste di Italia Viva e Centrodestra, la Giunta Zingaretti, in cui sono entrate qualche mese fa anche la stessa Lombardi e la pentastellata Valentina Corrado, ha introdotto nel collegato al bilancio un articolo che prevede il rinvio dell’eliminazione delle slot di un altro anno.

Ma i voltafaccia non sono solo sulle promesse elettorali: dopo le proteste di tante associazioni impegnate nel sociale, durante una conferenza stampa indetta dalla Caritas di Roma, l’Assessora regionale alle Politiche sociali Alessandra Troncarelli ha assicurato che non ci sarebbe stato alcun rinvio, salvo poi approvare insieme alla Giunta, qualche giorno dopo, l’allegato tal quale, con l’articolo del rinvio. La motivazione è il solito ritornello dei posti di lavoro, con l’aggiunta della crisi degli esercizi commerciali durante il Covid.

Ora che l’allegato sta per approdare al voto del Consiglio regionale del Lazio (il 27 luglio), alcune riflessioni vanno fatte. Gli studi e le statistiche confermano che i soggetti più esposti al Gap appartengono agli strati della popolazione più fragili, che con il Covid sono ulteriormente aumentati e quindi ancora più a rischio. Gli esercizi commerciali che dovrebbero rinunciare agli introiti delle slot machine – principalmente bar e tabaccherie – sono solo quelli che rientrano nel “distanziometro”, il raggio di 500 metri dalle citate aree sensibili.

L’indotto riguarda le ditte di noleggio e manutenzione degli apparecchi, con una flessione della domanda solo nelle aree del distanziometro, tenendo presente che bar e tabaccherie hanno un’altra attività principale e che in ogni caso si possono sostenere con dei ristori, come tutte le altre categorie. Nel periodo del rinvio molti esercizi potrebbero decidere di investire per rinnovare l’offerta di gioco con nuove apparecchiature più sofisticate e con giochi più attrattivi e “fidelizzanti” del passato, le cosiddette “gaming hall”. Investimenti che renderebbero ancora più difficile mettere in pratica il “distanziometro”.

Il gioco d’azzardo ha costi sociali altissimi, per le sventurate famiglie dei giocatori d’azzardo, ma anche per tutti i cittadini, per i costi dell’assistenza sociale. La situazione deve essere anche vista nel panorama nazionale: il Piemonte ha già dato il via libera a slot e videolottery cancellando un provvedimento più restrittivo del 2013 e, se cede anche il Lazio, si rischia di interrompere quel percorso virtuoso per cui si stanno battendo tante associazioni in tutta Italia.

Infine, e soprattutto, tante persone – molti giovani – ricadranno nel tunnel della dipendenza e si riapriranno le porte dell’incubo per tante famiglie. Quali interessi dovrebbe preservare una maggioranza di centrosinistra insieme al Movimento 5 Stelle? (Nota: a Roma in questi ultimi anni l’Assemblea Capitolina ha approvato alcuni regolamenti che limitano il gioco d’azzardo, introducendo un distanziometro differenziato per l’interno e l’esterno dell’anello ferroviario, e, con un’ordinanza della Sindaca Raggi, una riduzione giornaliera a otto ore per il funzionamento degli apparecchi con vincita in denaro, ovunque collocati.) Quelli del profitto – addizionale – degli esercizi con le slot machine o quelli dei ragazzi, degli anziani, dei più deboli che rischiano di rovinarsi la vita e quella dei propri cari?

Questa vicenda getta una luce inquietante, seppure illuminante, sulla distanza che corre tra la propaganda buonista di tante Amministrazioni e le scelte effettive, guidate da una realpolitik che spesso accomuna esponenti della vecchia come della nuova classe politica. Il problema è che la stragrande maggioranza dei cittadini dimentica i programmi elettorali e soprattutto ignora le decisioni dei vertici istituzionali, accontentandosi ogni volta delle parole, dei comunicati e degli slogan.

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te

In questi tempi difficili e straordinari, è fondamentale garantire un'informazione di qualità. Per noi de ilfattoquotidiano.it gli unici padroni sono i lettori. A differenza di altri, vogliamo offrire un giornalismo aperto a tutti, senza paywall. Il tuo contributo è fondamentale per permetterci di farlo. Diventa anche tu Sostenitore

Grazie, Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Sicilia, il buco nero delle Partecipate: bilanci fantasma, doppioni, enti con 6 amministratori e nessun lavoratore. E lo stagista promosso responsabile anticorruzione

next
Articolo Successivo

Dalla riforma Cartabia allo sceriffo di Voghera: così in Italia si ‘liquida’ lo Stato democratico

next