Sono stato insultato, offeso e minacciato per un indovinello pubblicato nella rubrica “A lume di Candela“, da cinque anni online su Dagospia. Mi capita di rado di scrivere in prima persona del mio lavoro, conosco gli effetti collaterali della mia professione, li considero, nei limiti del rispetto della persona e della professionalità del singolo, parte del gioco. Scrivere per Dagospia vuol dire avere le spalle larghe, non accettare comportamenti che considero inammissibili”. Con queste parole il giornalista Giuseppe Candela (collaboratore, oltre che di Dagospia, anche di FqMagazine del Fattoquotiano.it), racconta quanto accaduto con il manager Andrea Di Carlo. Se questo nome non suona “nuovo” è perché il manager è fidanzato con la cantante Arisa e dunque protagonista delle pagine di gossip (i due dopo essersi lasciati sembrano essere tornati insieme, a giudicare dalle stories e dai post pubblicati su Instagram dallo stesso Di Carlo). “I fatti. Qualche giorno fa ho ricevuto una serie di messaggi dal manager televisivo Andrea Di Carlo – continua Candela – Messaggi contenenti insulti, offese e minacce ripetute. Di Carlo mi ha fatto sapere, attraverso il testo e dalla sua viva voce, che se mi fossi occupato ancora di lui avrebbe mandato qualcuno sotto la mia abitazione per farmela pagare“. Cosa ha fatto scagliare Di Carlo contro il giornalista? “Il manager si è inspiegabilmente riconosciuto in un indovinello pubblicato sul sito a mia firma. Indovinello che non presentava riferimenti diretti o indiretti alla sua persona. Insulti, offese e minacce che non possono essere giustificate per la loro gravità. Per questo motivo ho presentato denuncia alla Polizia di Stato nominando come legale di fiducia l’Avv. Piergiorgio Assumma, che ringrazio per il fondamentale sostegno. La parola passa ora alla giustizia, nella quale confido senza alcun dubbio”. Lo stesso vale per la redazione di FQMagazine: piena fiducia nella giustizia, senza alcun dubbio.

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