L’account non è fake, tutt’altro: è gestito dal ministero degli Esteri di Israele e si chiama “Israel”. Ieri sono stati postati diversi tweet, tuttora online, i cui contenuti sono costituiti da emoticon di razzi, senza essere accompagnati da alcuna spiegazione. Poi, più in basso, le ragioni dei messaggi: “Giusto per darvi una prospettiva, questo è il totale dei razzi sparati contro i civili israeliani. Ognuno ha lo scopo di uccidere”. E ancora: “Ogni razzo ha un indirizzo. E se quell’indirizzo fosse il tuo?”.

Ma i tweet di Israele ricevono molti commenti critici. Tanti utenti ricordano che quei razzi sono solo una piccola parte dei bambini palestinesi uccisi dai raid israeliani e accusano Tel Aviv di continuare a sottrarre illegittimamente terre ai palestinesi, di bombardare civili e di prendere di mira, come di fatto è successo nei giorni scorsi, i media e, come è successo in passato, ospedali e scuole.

Da Gaza, secondo quanto riferisce il portavoce militare israeliano, Hidai Zilberman, sono partiti 3.440 razzi dall’inizio delle violenze. Il 90% di questi, comunque, è stato intercettato dal sistema di difesa Iron Dome. I raid israeliani hanno prodotto finora 212 vittime civili, tra cui 61 bambini, anche se Tel Aviv sottolinea di aver neutralizzato “oltre 150 operativi terroristi, più di 120 sono di Hamas e oltre 25 del Jihad Islamico“. Una decina le vittime israeliane.

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