L’immunità di gregge era una illusione. Da alcune settimane quel fatidico calo di contagi nel secondo paese al mondo per popolazione aveva fatto tirare un sospiro di sollievo alle autorità sanitarie locali e anche chi quell’andamento a ribasso lo guardava dal di fuori. Ora l’India ha superato quota 170mila morti (quarta per numero di morti dietro a Usa, Brasile e Messico) e ha varcato la soglia dei 13,5 milioni di casi (secondo paese dopo gli Usa). La nuova ondata sta colpendo persone più giovani rispetto a quanto accadeva un anno fa: secondo il governatore di Delhi più del 65 per cento dei nuovi contagiati sono sotto i 45 anni e molti ragazzini finiscono in ospedale. Due le ipotesi per questa nuova devastante fiammata di contagi.

Gli esperti condannano l’abbassamento della guardia degli ultimi mesi, con il governo che ha autorizzato riunioni fino a 3 milioni di persone, come nel pellegrinaggio Kumbh Mela ad Haridwar, lungo il Gange, centinaia di migliaia di spettatori al match di cricket tra India e Regno Unito in Gujarat, e oceaniche manifestazioni politiche per le elezioni in cinque stati. Il 6 aprile, poi, 800mila persone hanno assistito in West Bengala a un comizio del premier, e tra loro pochissimi indossavano la mascherina. Ma gli scienziati indiani ritengono possibile che a contribuire ci sia anche la variante B1617 che ha mutazioni da altre due varianti già identificate che sembrano renderla più infettiva e in grado di eludere gli anticorpi. Ed anche per questo che ora i medici hanno a che fare nello Stato del Maharashtra, che ha per capitale Mumbai, anche con pazienti di 14 anni.

L’India, che è il più grande produttore al mondo di vaccini compreso quello anti Covid, a inizio aprile aveva iniziato la compagna per gli over 45. Secondo il ministero alla Salute sono 100 milioni 450 mila persone gli indiani vaccinati da metà gennaio, data di inizio della campagna. L’India ha somministrato AstraZeneca, chiamato nel paese Covishield, e quellodella Bharat BioTech, chiamato Covaxin. Altri 64 milioni di dosi sono state consegnate a 85 paesi, alcuni sotto forma di doni, altri con contratti commerciali tra i produttori e i paesi committenti, il resto nell’ambito del Covax, il programma dell’Oms per i paesi a basso reddito. Ma l’Inndia ora sarebbe in crisi per la mancanza di dosi. Almeno sei stati lamentano che le forniture di vaccini si esauriranno nei prossimo giorni. Le 40 milioni di dosi pronte per la consegna al ritmo di quasi quattro milioni di vaccinazioni al giorno dureranno dieci giorni secondo i calcoli dei media locali. Numerosi centri vaccinali sono già chiusi a Mumbai e nei distretti di Kolhapur, Sangli e Satara.

Nei giorni scorsi Raul Gandhi, leader del partito del Congresso, ha scritto al premier Modi chiedendo che le esportazioni vengano sospese e sottolineando che in tre mesi solo l’uno per cento degli indiani è stato immunizzato, nonostante l’esperienza del paese nelle campagne di vaccinazione di massa. Nel Maharashtra si è registrata quasi la metà delle nuove infezioni e il governo sta valutando di tornare al lockdown totale, dopo averlo già imposto per i weekend. La città indiana di Pune sta finendo i ventilatori mentre i pazienti affollano i suoi ospedali.

Intanto decine di migliaia di devoti indù si sono accalcati ad Haridwar, in India, per il bagno rituale nel fiume Gange, in occasione della giornata cruciale del pellegrinaggio del Kumbha Mela, in totale violazione delle precauzioni anti Covid. L’accesso al fiume è consentito solo a chi mostri un test negativo e indossi la mascherina, ma, una volta entrate, le persone si accalcano lungo le rive. Vari media stanno insorgendo contro questa “follia”, mentre i social reagiscono criticando i devoti, convinti che il bagno purificatore li proteggerà dal virus. Ma non c’è solo il pellegrinaggio ad allarmare: in India sono in corso elezioni in cinque stati chiave, e ovunque i partiti organizzano imponenti manifestazioni elettorali.

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