La Duma russa ha dato l’ok in terza lettura al disegno di legge che permette a Vladimir Putin di ricandidarsi come presidente della Federazione per altri due mandati. Secondo una delle disposizioni emendate della Costituzione, i limiti del mandato presidenziale si applicano al capo di Stato in carica senza considerare i suoi precedenti incarichi, un punto che azzera di fatto il passato presidenziale dello Zar che, così, in prospettiva può rimanere al potere fino al 2036, per 36 anni in totale, più di Iosif Stalin.

Una proposta, quella discussa e approvata dal Parlamento di Mosca, che aveva attirato numerose critiche da parte delle opposizioni che avevano parlato anche di “colpo di Stato” del leader di Russia Unita per rimanere al potere praticamente per tutta la sua vita, visto che il suo ultimo mandato scadrebbe nel 2024. Mentre il 10 marzo la Duma stava votando in seconda lettura gli emendamenti alla Carta fondamentale del Paese, processo avviato dallo stesso Putin, la deputata del partito al potere, Valentina Tereshkova, ha proposto di consentire al presidente di ricandidarsi azzerando i suoi mandati precedenti dopo l’ingresso in vigore della Costituzione rinnovata. La proposta è stata avallata, con riserva del parere della Corte costituzionale, dallo stesso Putin giunto a sorpresa in Parlamento.

Sostieni ilfattoquotidiano.it: il tuo contributo è fondamentale

Il tuo sostegno ci aiuta a garantire la nostra indipendenza e ci permette di continuare a produrre un giornalismo online di qualità e aperto a tutti, senza paywall. Il tuo contributo è fondamentale per il nostro futuro.
Diventa anche tu Sostenitore

Grazie, Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Germania, Merkel sotto attacco revoca le restrizioni per Pasqua: “Ho fatto un errore”. Il dietrofront e il crollo della Cdu nei sondaggi

next