A tre settimane dalla richiesta di giudizio immediato da parte della procura di Milano, Alberto di Rubba e Andrea Manzoni, i due contabili per la Lega in Parlamento agli arresti domiciliari nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Milano su Lombardia Film Commission. L’istanza è stata depositata oggi dal loro difensore, l’avvocato Piermaria Corso. Il processo si terra quindi a porte chiuse, davanti al giudice per l’udienza preliminare Natalia Imarisio.Gli imputati potranno contare sullo scontro di un terzo della pena. Resta aperto il filone sui presunti fondi neri.

Il 26 febbraio scorso Michele Scillieri, uno dei commercialisti di fiducia della Lega ha patteggiato una pena di 3 anni e 4 mesi. Ad accogliere l’istanza è stato il gip Lidia Castellucci che ha ratificato anche la richiesta di patteggiare 2 anni e 1 mese e 30mila euro avanzata da Fabio Barbarossa, cognato del contabile a e accusato di essere un suo prestanome. Scillieri è il commercialista presso il cui studio era stata fissata la prima sede della Lega per Salvini premier, la versione sovranista del Carroccio.

Cuore dell’indagine l’affare del capannone di Cormano che secondo la procura di Milano è stato venduto al doppio del prezzo – 800mila euro – alla Lombardia Film Commission. Ente della regione all’epoca dei fatti era guidato da Alberto Di Rubba, insieme a Andrea Manzoni. Dopo gli arresti Scillieri era stato interrogato. Il professionista considerava la vendita dell’immobile, da ristrutturare e con il tetto in amianto, “una porcheria”. “Hanno inventato che costava il doppio“ diceva intercettato. Il commercialista era finito agli arresti domiciliari lo scorso 11 settembre insieme a Di Rubba, Manzoni e Barbarossa. Anche Luca Sostegni, il primo a finire nel mirino della procura e considerato un prestanome, ha patteggiato 4 anni e 10 mesi.

Agli inquirenti Scillieri avrebbe raccontato di sapere che parte dei soldi che ‘retrocedeva’ a Di Rubba e Manzoni finivano alla Lega di Salvini. Gli investigatori hanno indagato su questo sistema di presunte ‘retrocessioni‘ verso il partito, anche da parte di imprenditori e con l’ipotesi investigativa di finanziamento illecito. Nei racconti di Scillieri anche una presunta confidenza di Di Rubba su quel flusso di denaro transitato dalla Sparkasse di Bolzano fino in Lussemburgo, su cui indagano da tempo per riciclaggio i pm di Genova nell’inchiesta sui famosi 49 milioni di euro spariti. A detta di Scillieri, a cui i pm avevano mostrato molti documenti durante un interrogatorio, Di Rubba sarebbe stato a conoscenza in particolare del rientro di 3 milioni di euro in Italia.

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